Tentò il suicidio già poco prima dell’arresto

25 Gennaio 2024

Subito dopo l’aggressione alla donna aveva ingerito dei farmaci ed era stato ricoverato in ospedale

CAPESTRANO. Era accusato di aver tentato di uccidere la moglie con dieci coltellate sferrate per motivi di gelosia. Il tentato femminicidio di Capestrano, piccolo centro della provincia dell'Aquila, risale alla mattinata dello scorso 14 novembre quando scoppiò una violenta lite tra Jeton Bislimi e la donna. Prima le urla e poi il sangue. Stando alla ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Sulmona, che si stanno occupando delle indagini, il 36 enne mosso dalla gelosia avrebbe afferrato un grosso coltello da cucina colpendo con dieci fendenti la donna su varie parti del corpo: torace, collo, gambe e schiena. Poi, forse sopraffatto dai sensi di colpa, aveva ingerito una quantità imprecisata di medicinali per farla finita.
A chiamare i numeri di emergenza furono i vicini di casa che avevano intuito la situazione di pericolo dopo aver sentito e urla dei coniugi genitori di due bambini La coppia fu trasferita d'urgenza, tramite elisoccorso, nell'ospedale San Salvatore dell'Aquila. Bislimi venne arrestato dai carabinieri di Sulmona la sera stessa del tentato femminicidio e piantonato in ospedale fino al suo trasferimento al carcere di Teramo .
La Procura della Repubblica dell'Aquila, territorialmente competente, aveva ordinato un accertamento tecnico irripetibile sulla compatibilità delle ferite riportate dalla donna con il coltello sequestrato dai militari operanti. Sulla vicenda giudiziaria si era attivato anche il reparto carabinieri del Racis di Roma, i militari del raggruppamento investigazioni scientifiche, munito di delega speciale da parte della Procura per ricostruire tutti i particolari della vicenda. Dopo il trasferimento nel carcere dell'Aquila, il macedone era stato trasferito nella sezione protetti del carcere teramano per evitare possibili ritorsioni visto il genere di reato. Qui, ieri, si è tolto la vita. All’uomo, così come avviene in tutti i casi di questo tipo, il tribunale per i minori aveva sospeso la responsabilità genitoriale.
Andrea D’Aurelio
©RIPRODUZIONE RISERVATA.