Tenta di abusare della figlia: l’uomo potrà essere processato

La perizia psichiatrica ha stabilito che il 48enne teramano è capace di intendere e di volere La ragazzina ha confermato le accuse durante l’incidente probatorio svolto davanti al giudice
TERAMO. Potrà essere processato il 48enne teramano che l’anno scorso è stato arrestato con l’accusa di aver tentato di abusare della figlia minorenne, una ragazzina che ha più di 14 anni. La perizia psichiatrica a cui è stato sottoposto ha infatti stabilito che l’uomo è attualmente processualmente capace. Cioè in grado di capire che cosa sia il procedimento giudiziario a cui è sottoposto.
Per questo, così come prevede il codice, gli atti sono tornati al pm titolare del fascicolo (il sostituto procuratore Francesca Zani) per l’avviso di conclusione delle indagini. Ed è ipotizzabile che dopo la formale chiusura degli accertamenti con il 415 bis, la Procura chieda il processo. Il 48enne, dopo aver trascorso un periodo in carcere, attualmente è in misura cautelare in una struttura protetta. La cronaca, per ora, non può aggiungere altro a una indagine complessa e delicata, come lo sono tutte quelle che travolgono le vite di minori coinvolti in vicende di abusi. A scandire il fascicolo per ora ci sono due passaggi esclusivamente di carattere giuridico: il primo è l’incidente probatorio che si è svolto davanti al gip Lorenzo Prudenzano e nel corso del quale è stato cristallizzato il racconto della ragazzina, il secondo è la perizia psichiatrica per l’uomo. L’esame medico all’epoca è stato chiesto dal difensore dell’uomo, l’avvocato Massimo Tiberio, e concesso dal gip che ha nominato lo psichiatra Giuseppe Cimini.
Fin qui, dunque, i passaggi giudiziari del caso, a cominciare dall’incidente probatorio, istituto procedurale indispensabile per cristallizzare testimonianze o consulenze. Un passaggio che la Carta di Noto, che individua e descrive protocolli da seguire in relazione all’esame del minore che si ipotizzi vittima di abusi, ritiene indispensabile visto che all’articolo 7 recita: «L’incidente probatorio è la sede privilegiata di acquisizione delle dichiarazioni del minore nel corso del procedimento». E nel corso dell’incidente probatorio la ragazza, che ha più di 14 anni, ha confermato le accuse fatte nelle primissime fasi dell’indagine: il padre ha cercato di abusare di lei.(d.p.)
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