Tenta invano di dimostrare di non avere bollette insolute

TERAMO. «Vi scrivo per esporvi la mia lunga disavventura con la Ruzzo Reti». Comincia così la lettera di R.D.G., un cittadino di Notaresco che da circa un anno tenta vanamente di comunicare all’acqued...
TERAMO. «Vi scrivo per esporvi la mia lunga disavventura con la Ruzzo Reti». Comincia così la lettera di R.D.G., un cittadino di Notaresco che da circa un anno tenta vanamente di comunicare all’acquedotto di aver pagato tre bollette che risultano invece insolute.
«A settembre 2019», scrive il cittadino, «ho pagato presso l'ufficio postale di Guardia Vomano tre bollette in scadenza relative al trimestre marzo-giugno 2019 di tre utenze, quella del mio locale, quella della mia abitazione e quella dell’abitazione di mia madre. A dicembre 2019, quando ho ricevuto le bollette relative al trimestre giugno-settembre 2019, ho notato che per tutte le utenze risultavano insolute le bollette del trimestre precedente. A questo punto dopo aver contattato il servizio clienti, che mi ha confermato che in quella data a loro ancora non risultava il pagamento per nessuna delle tre utenze, come suggerito ho inviato con la mia posta elettronica certificata all'indirizzo Pec della Ruzzo Reti, presente nella bolletta nella sezione informazione e reclami scritti, ovvero protocollo@ruzzocert.it, una mail a cui ho allegato le copie delle ricevute di pagamento delle fatture che risultavano non pagate, pensando di avere in questo modo risolto l'inconveniente. Purtroppo mi sbagliavo: a marzo 2020 ho ricevuto le bollette relative al trimestre settembre-dicembre 2019 e nonostante la Pec inviata con le copie delle ricevute di pagamento, le bollette erano ancora presenti nel dettaglio delle bollette insolute. Dopo aver contattato nuovamente il servizio clienti, essendo nel periodo del lockdown, mi è stato di nuovo consigliato di inviare per la seconda volta le copie delle ricevute di pagamento tramite posta elettronica e così ho ripetuto l'operazione già compiuta tre mesi prima».
L’odissea, però, non si è conclusa. Due giorni fa, continua R.D.G., «mi è stata recapitata la bolletta del servizio idrico relativa al trimestre marzo-giugno 2020 e non senza stupore ma con molto fastidio ho notato che, nonostante le mie due Pec, le bollette che ho pagato ormai quasi un anno fa per la Ruzzo Reti risultano ancora insolute. Ho contattato quindi telefonicamente per l'ennesima volta il servizio clienti e l'addetta mi ha suggerito di recarmi di persona presso un loro sportello, perchè a quanto pare se un loro utente usa la posta elettronica certificata per inviare le copie di pagamento di bollette la Ruzzo Reti non tiene in minima considerazione tale comunicazione, anche se legalmente per il codice civile italiano la posta elettronica certificata ha lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno».
Il cittadino conclude: «Siamo nel 2020 e in piena epoca di smartworking a causa del Covid 19, ma se un utente vuole avere risposte dalla Ruzzo Reti deve prendersi un giorno di ferie e affrontare le file nei loro uffici perchè le Pec che gli utenti inviano al loro indirizzo di posta elettronica certificata o non vengono lette o vengono completamente ignorate».
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