Tenta un’estorsione a 16 anni, scoperto

Ruba le chiavi della macchina a un uomo di 80 anni e gli chiede un “riscatto” di 250 euro: denunciato dai carabinieri
MONTORIO. Bastano pochi attimi per seppellire la quotidianità di un adolescente scandita dai social, dalla musica, dalla scuola. Sono quelli serviti ai carabinieri per capire che è un ragazzino di 16 anni ad aver tentato di estorcere soldi ad un anziano dopo avergli rubato le chiavi della macchina. Succede a Montorio e la cronaca di un fatto già all’esame della procura dei minori si srotola nelle immagini di quanto accaduto qualche sera fa alla periferia della cittadina devastata dal terremoto.
Perchè è qui che i militari si appostano insieme all’uomo di 80 anni che qualche ora prima si è presentato in caserma per raccontare quello che gli è successo. Incredulo dice che qualcuno gli ha rubato le chiavi della macchina e gli ha fatto trovare sul sedile della vettura, parcheggiata sotto casa, un biglietto. C’è scritto: «Se rivuoi le chiavi mi devi dare 250 euro». E indica il posto dello scambio.
Il pensionato non ci pensa due volte: prende il biglietto e va dai carabinieri. I militari di Montorio, guidati dal maresciallo Giovanni Candelori e coordinati dal comandante di compagnia maggiore Riziero Asci, lo accompagnano all’appuntamenti sicuri di trovare qualche balordo, qualche vecchia conoscenza, forse qualche tossicodipendente disperato in cerca di soldi. Perchè quella somma, 250 euro, fa pensare che dietro al gesto sicuramente ci sia qualche balordo. Sicuramente del posto, qualcuno che conosce le abitudini del l’anziano. Che sa dove parcheggia la macchina, che qualche volta lascia le chiavi nell’auto in sosta proprio nel giardino dell’abitazione. E quasi non ci credono quando, ben nascosti, si accorgono che ad avvicinarsi all’anziano è quel ragazzino dalla faccia pulita che dimostra ancora meno dei suoi 16 anni. Quando l’adolescente si accorge che l’anziano non è da solo cerca di scappare e quando viene raggiunto dice di essere lì per caso. Quando dalla tasca del giubbotto escono fuori le chiavi della macchina racconta di non sapere niente. Poi la telefonata ai genitori, l’arrivo in caserma, la disperazione di un padre e di una madre. Una famiglia tranquilla, raccontano, senza problemi. La vicenda viene segnalato alla procura dei minori e per il giovane scatta la denuncia per tentata estorsione. E in questi casi, proprio perchè è evidente che quando si parla di reati e minori il primo pensiero è quello del recupero della persona, è ipotizzabile che il tribunale competente valuti un percorso di riabilitazione. Indipendentemente dall’esito giudiziario della vicenda.
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