Teramo 3.0: «Alleanza civica per un vero rinnovamento»

3 Marzo 2016

TERAMO. «La crisi in Comune è irreversibile». A sostenerlo è il consiglio direttivo di "Teramo 3.0" secondo cui «sono maturi i tempi di una riconciliazione politica» che liquidi definitivamente...

TERAMO. «La crisi in Comune è irreversibile». A sostenerlo è il consiglio direttivo di "Teramo 3.0" secondo cui «sono maturi i tempi di una riconciliazione politica» che liquidi definitivamente centrodestra e centrosinistra in vista delle prossime elezioni. L'associazione, di cui fa parte la consigliera comunale Maria Cristina Marroni, chiama a raccolta i cittadini che condividono l'intento di «superare le brutture esistenti per far schiudere le porte di un rinnovamento onesto e radicale». Con loro l'associazione è pronta a confrontarsi per elaborare un programma condiviso. «Solo un'alleanza civica terza ed equidistante, senza scheletri nell'armadio e aliena da padrini e padroni», afferma il direttivo, «può provare a risollevare le sorti della nostra città».

Non c'è alcun margine di diaologo, invece, con gli schieramenti politici in campo. «La situazione politica, cristallizzatasi un anno e nove mesi fa alle elezioni amministrative del 2014, non sembra aver subito interessanti evoluzioni», fa notare "Teramo 3.0", «semmai vi sono state nuove involuzioni, cambi di casacca, ripensamenti, in un continuo stillicidio di crisi di coscienza, riposizionamenti, promesse mai mantenute di rimpasti, azzeramenti e scatti di reni e di orgoglio per il presunto bene della città». L'associazione denuncia il fallimento della gestione affidata al "mancato sindaco" Maurizio Brucchi, definito tale perchè non avrebbe di fatto mai esercitato il proprio ruolo, di cui sarebbero responsabili i suoi «genitori politici Paolo Gatti e Paolo Tancredi, i quali esprimono ancora oggi sette assessori comunali su nove». L'obiettivo, dunque, non può essere altro se non «spezzare codesti potentati che si tramandano di padre in figlio». Per aprire una «fase nuova della politica cittadina» non è possibile alcun dialogo con «chi resti legato ai due predetti capibastone».

"Teramo 3.0" pianta, però, un altro pilastro. «E' impraticabile qualsivoglia apertura o tentativo di approccio», afferma, «con chiunque rappresenti o appoggi il Pd locale, provinciale, regionale e nazionale». Gli esempi forniti da governi nazionale e regionale, che a detta dell'associazione fanno scempio di Costituzione, legalità, ambiente e pianficazione strategica, non consentono alleanze neppure con i democratici. Il confronto, insomma, è possibile solo con chi vuole opporsi al «mortifero duopolio centrodestra-centrosinistra». (g.d.m.)

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