Teramo Ambiente Riappare lo spettro della mobilità

TERAMO. Torna l'incubo della mobilità per i lavoratori della Teramo Ambiente. La prossima settimana infatti partiranno le lettere con cui l'azienda apre l'avvio di una nuova procedura di mobilità che...
TERAMO. Torna l'incubo della mobilità per i lavoratori della Teramo Ambiente. La prossima settimana infatti partiranno le lettere con cui l'azienda apre l'avvio di una nuova procedura di mobilità che questa volta dovrebbe coinvolgere circa 35 lavoratori, una decina in meno di quelli messi in mobilità lo scorso aprile quando la decisione toccò 46 lavoratori. A giugno infatti scade la cassa integrazione per questi lavoratori ma la municipalizzata, in assenza di soluzioni per il ricollocamento del personale, si è vista costretta a riaprire la procedura. Questa volta le unità coinvolte sono di poco inferiori grazie ad alcuni prepensionamenti effettuati dalla Team, e grazie al fatto che alcuni lavoratori dei servizi museali sono stati reimpiegati dalla nuova cooperativa subentrata nell'affidamento dei musei civici. Ma per tutti gli altri lavoratori, impegnati nella pulizia degli immobili e nel verde pubblico, e per alcune posizioni impiegatizie, torna lo spettro della disoccupazione. Temporaneamente le addette alla pulizia immobili sono impiegate al tribunale, ma è solo una soluzione temporanea di cui le stesse lavoratrici sono consapevoli visto che ieri mattina hanno affidato, tra la rabbia e la disperazione, il loro sfogo ad alcuni consiglieri comunali. Le lavoratrici hanno promesso battaglia in tutte le sedi dichiarandosi anche molto preoccupate dalla possibilità che una crisi amministrativa possa ingessare la situazione.
Intanto la Teramo Ambiente, dopo il braccio di ferro con l'amministrazione sui crediti inesigibili inseriti nel piano economico e finanziario 2016, si avvia a una nuova prova di forza per il problema dell'impianto di cremazione. Dalla municipalizzata è infatti partita nei giorni scorsi una lettera di diffida indirizzata al Comune, al Mote e alla Enertech nella quale viene intimato di produrre nel giro di un mese i titoli autorizzatori per realizzazione del nuovo impianto di cremazione al cimitero di Cartecchio. La lettera di diffida motiva la richiesta adducendo ragioni di danno patrimoniale che si prefigurano all'azienda per via dei ritardi nelle autorizzazioni, visto che l'impianto era tra gli investimenti previsti nel Pef 2014. Un'urgenza che secondo la municipalizzata si motiva anche con l'opportunità di creare nuove posizioni lavorative, visto che l'impianto di cremazione consentirebbe di reimpiegare alcuni dei lavoratori messi in esubero. (m.d.t.)
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