Teramo Ambiente è tutta del Comune: firmato il passaggio

29 Luglio 2021

L’acquisto delle quote private è costato 1,4 milioni all’ente A giorni sarà definito il nuovo assetto, presidenza in bilico

TERAMO. È stata sancita ieri la trasformazione in house della Teramo Ambiente, la società che gestisce l’igiene urbana e i cimiteri in città. «Una giornata straordinaria per la storia della nostra città», così il sindaco Gianguido D’Alberto definisce l’atto firmato davanti al notaio da lui e dall’imprenditore veneto Stefano Gavioli, ex socio privato di Team con il 51%. È giunto dunque al termine il percorso tecnico e giuridico intrapreso dall’amministrazione comunale per rendere tutta pubblica la società a 25 anni dalla sua nascita. Un milione e 400mila euro è la somma spesa dal Comune per l’acquisizione delle quote del socio privato, «in un contesto», dice il sindaco, «nel quale la valutazione che è stata fatta della società andava dai 3,4 ai 5,2 milioni e quella della quota andava da 1,7 a 2,6 milioni».
L’amministrazione sottolinea in una nota che con la Team in house si disegna «una nuova visione strategica, operativa ed economica, ottimizzandone i costi e migliorando la qualità dei servizi. Si pongono le basi per assicurare una continuità aziendale e patrimoniale, anche al fine della salvaguardia dell’occupazione». I principi che hanno guidato il sindaco nella decisione fanno riferimento alla prospettiva di «ridurre i costi generali di gestione mediante l’ottimizzazione e la razionalizzazione delle attività del personale, l’eliminazione delle esternalizzazioni dei servizi; l'aumento della raccolta differenziata; l’ottimizzazione delle attività; la riduzione delle tariffe. La prospettiva di una società pubblica in house garantisce inoltre, il controllo diretto della stessa». «La Team, con la nostra amministrazione», afferma D'Alberto, «è tornata ad essere una società a servizio dei cittadini e non della politica».
La trasformazione in house avrà ovviamente delle conseguenze sull’assetto societario e quasi certamente anche sui nomi della governance, che al momento vede in bilico la posizione del presidente Luca Ranalli, che secondo l’Anac non poteva essere nominato. Ma su cosa accadrà al riguardo D’Alberto al momento non può dare risposte certe. «Ci siamo dati dei giorni», dice, «per la convocazione dell’assemblea e questi giorni saranno necessari per definire tutta la fase transitoria e vedere come la successione tra partecipata e pubblica inciderà sull’assetto. Entro i primi dieci giorni di agosto si farà l’assemblea. Nel nuovo statuto abbiamo previsto la possibilità di conservare il cda, per il resto è stato dato mandato agli uffici – segreteria generale e ufficio legale – di approfondire quale sarà la disciplina».
Quanto alla partita ancora aperta tra Comune e Team su debiti e crediti, D’Alberto rileva: «Si è deciso di distribuire i dividendi, un milione in favore del privato e un milione per il Comune che io voglio utilizzare proprio per riattivare la transazione con Team e chiudere la partita».(d.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.