Teramo basket e reati fiscali archiviata l’inchiesta su Antonetti

L’ex presidente e altri due dirigenti erano accusati di aver usato e prodotto fatture false per l’Iva Il giudice accoglie la richiesta del pm: «Non ci sono i presupposti per esercitare l’azione penale»
TERAMO. Restano i nove anni di grande basket con il palazzetto sempre stracolmo in una terra di calciofili, le immagini a colori di una città che, ancora lontana dalla delusione di una sfumata serie B di calcio, acclamava i giganti del canestro con un tifo da stadio. Perchè prima di essere una vicenda giudiziaria questa è la storia di un sogno lungo quasi un decennio.
Qualche giorno fa il gip Domenico Canosa, accogliendo la richiesta della procura, ha definitivamente archiviato l’inchiesta sul Teramo basket, quello dell’ex presidente Carlo Antonetti, la storica società della massima serie che a marzo è stata dichiarata fallita dal tribunale per un debito di due milioni con l’Erario. «Perchè», scrive nelle conclusioni il giudice delle indagini preliminari, «non vi sono i presupposti per esercitare proficuamente l’azione penale per tutti i reati ipotizzati».
L’indagine è quella sui presunti reati fiscali a carico dell’ex presidente Antonetti (che ha preferito non rilasciare dichiarazioni) e degli allora rappresentanti legali delle divisioni di atletica leggera: si tratta di Antonio Biancacci per la divisione “Costante Bernardini” e Luca Di Polidoro per la divisione “Tiberio Cianciotta”. Antonetti era indagato per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, mentre gli altri due per emissione di fatture di fatture per operazioni inesistenti (tutte violazioni della legge sui reati tributari del 2000).
L’inchiesta era nata nell’ambito di accertamenti del nucleo di polizia tributaria della Finanza e i fatti contestati si riferivano al 2009-2010, gli anni in cui il Teramo Basket militava in serie A. Secondo l’iniziale accusa della procura le due associazioni della Teramo Basket avrebbero prodotto fatture per operazioni inesistenti per circa 500mila euro per quanto riguarda la divisione “Bernardini” e per circa 700 mila euro per la divisione “Cianciotta”, giustificandole – sempre secondo la ricostruzione fatta dall’accusa – con soldi ricevuti dalla stessa Teramo Basket per lo svolgimento delle loro attività. Per la procura si trattava di operazioni inesistenti con le fatture che successivamente sarebbero state utilizzate da Antonetti nelle dichiarazioni annuali della società sportiva per recuperare una parte di Iva. Accuse, quelle ipotizzate inizialmente, che evidentemente sono state smontate dalle ricostruzioni dalle difese dei tre indagati che hanno dimostrato come tutte le operazioni si siano svolte regolarmente e nel pieno rispetto delle normative. Da qui la richiesta d’archiviazione della procura presentata dal sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo. Richiesta accolta dal gip che ha respinto l’ opposizione presentata dal curatore fallimentare della società, l’avvocato Fabrizio Silvani.
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