Teramo capitale della prevenzione Domani c’è Conte

Si è aperto il secondo Forum internazionale del Gran Sasso Oggi conferenza dei 29 rettori delle università africane
TERAMO. Un argomento centrale per il futuro della comunità. Si è aperto ieri nell’aula magna dell’università, organizzato dalla diocesi di Teramo-Atri il secondo Forum internazionale del Gran Sasso sul tema “La Prevenzione, via per un nuovo sviluppo”.
Un forum che si è aperto con un messaggio di Papa Francesco, letto dal vescovo Lorenzo Leuzzi, che ha annunciato anche il conferimento della medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’iniziativa. Leuzzi ha spiegato il filo conduttore su cui oggi si muoveranno le 14 sessioni di lavoro parallele e la conferenza dei rettori delle università africane. «Noi siamo qui perché vogliamo accogliere la sfida del cambiamento d’epoca senza nostalgie o utopie, ma con la semplice saggezza di chi sa che prevenire è meglio che curare, perché per curare bisogna saper prevenire». Insomma, «innovazione e ricerca sono importanti perchè proiettate per il futuro in quanto tendono ad anticipare i tempi», ha ben spiegato il presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli. Significativa anche la frase del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, che ha portato i saluti insieme al presidente della Provincia Diego di Bonaventura e a quello della Regione Marco Marsilio. «Ld istituzioni devono essere in grado di programmare e di distinguere quello che è il valore, che è prioritario, rispetto all’interesse», ha affermato D’Alberto. Al termine degli interventi di Sergio Caputi, presidente della Crua, di Giorgio Marrapodi, direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo e del rettore dell’università di Teramo Dino Mastrocola, le due lectio magistralis di Carlo Doglioni (presidente dell’istituto nazionale di geofisicae vulcanologia) e quella di Stefano Zamagni (presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali). In particolare Doglioni ha parlato dell’impossibilità, allo stato attuale, di prevedere i terremoti, ma dell’esistenza di qualche indicatore, come la terra che nel periodo immediatamente precedente “si silenzia”, o alcune variazioni nelle falde acquifere, o ancora alcune variazioni chimiche. Invece, raccomanda Doglioni, la prevenzione va fatta rendendo sicuri gli edifici: in Italia ce ne sono 13 milioni i cemento armato costruiti prima del 1980 e 10 in muratura, con una notevole vulnerabilità. Assente il ministro del Miur Marco Bussetti che ieri avrebbe dovuto chiudere i lavori.
Oggi alle 9,30 nella sala consiliare dell’ateneo inizierà la conferenza dei rettori africani dal titolo “Tutela del patrimonio e delle risorse culturali e naturali attraverso la prevenzione: attualità e nuove professioni”. I lavori saranno chiusi domani alle 9, nell’aula magna dell’università, dal premier Giuseppe Conte.
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