Teramo celebra la nascita della Repubblica

3 Giugno 2019

Ieri la cerimonia con la consegna delle onorificenze. Il sindaco: «Quei valori vanno ancora difesi»

TERAMO. La cerimonia dell’alzabandiera, il messaggio del presidente Mattarella e la consegna delle onorificenze sono stati tra i momenti salienti della celebrazione della Festa della Repubblica che si è svolta ieri mattina davanti al monumento ai caduti di viale Mazzini. Il messsaggio del Capo dello Stato è stato letto dal prefetto Graziella Patrizi in apertura di cerimonia, durante la quale lo stesso rappresentante del Governo ha consegnato le onorificenze al merito della Repubblica. Il titolo di commendatore è stato conferito a Mauro D’Ubaldo, già presidente del Cives, associazione di volontari della protezione civile di Teramo. Sono stati invece insigniti del titolo di cavaliere Venanzio D’Alessandro, luogotenente dei carabinieri; Giammaria De Paulis, imprenditore e presidente del comitato provinciale dell’Unicef; Giuseppe Dicorato, brigadiere della Finanza; Erminia Mariani, dirigente d’azienda; Michele Pescatore, maresciallo maggiore dell’Esercito in pensione. Quest’anno è stato il Comune di Colonnella a ricevere il tradizionale medaglione realizzato dagli studenti dell’istituto d’arte Grue di Castelli con lo stemma della Repubblica e l’emblema del Comune, consegnato nelle mani del sindaco Leandro Pollastrelli. Il prefetto ha inoltre consegnato la medaglia ala memoria ai familiari di Cosimo Testa, che fu internato in un lager nazista durante al seconda guerra mondiale.
Nel suo discorso il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto ha ricordato il giorno di 73 anni fa in cui gli italiani, nel referendum istituzionale, scelsero la repubblica. «Quel giorno», ha detto il sindaco, «per la prima volta i cittadini diventarono protagonisti del loro futuro. Con quel voto, le donne e gli uomini del 2 giugno 1946 consegnarono alle generazioni successive di italiani una speranza, la speranza di restituire ed esaltare la dignità individuale, sociale e collettiva di un popolo, una speranza che un anno e mezzo dopo ha preso forma nei principi e nei diritti fondamentali della nostra Costituzione. Una speranza troppo spesso disattesa e che anche oggi siamo chiamati a difendere ed alimentare».