Teramo Children: il tavolo per scuole sicure esiste già

31 Luglio 2018

L’associazione replica a D’Alberto e Di Padova sulla pianificazione dei lavori «Pronto un protocollo d’intesa con le linee guida per realizzare gli interventi»

TERAMO. «Il tavolo permanente per le scuole esiste già». A evidenziarlo è Teramo Children in riferimento alla proposta messa in campo nei giorni scorsi dal sindaco Gianguido D’Alberto e dall’assessore ai lavori pubblici Stefania Di Padova in riferimento alla necessità di pianificazione degli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici.
L’associazione chiarisce che l’organismo indicato da due amministratori come elemento di raccordo tra Comune, associazioni e tecnici per l’elaborazione di progetti organici sull’adeguamento delle scuole non solo è costituito, ma ha prodotto i primi risultati. Tra questi Teramo Children cita in particolare «un protocollo che, a breve, sarà sottoposto al Comitato autonomie locali (Cal) affinché si faccia promotore della promulgazione di una legge regionale». L’associazione chiarisce che dopo i terremoti a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017, ha convocato un tavolo di lavoro tra diverse istituzioni sotto il titolo “La scuola che vorrei...”, nel quale sono stati coinvolti Provincia, Comune, Ufficio per la ricostruzione, Ufficio scolastico provinciale, istituto comprensivo Zippilli-Noè Lucidi, istituto comprensivo Montorio-Crognaleto, istituto superiore Di Poppa-Rozzi, nonché gli Ordini di architetti e ingegneri, l’Ance, il Gruppo nazionale nidi e infanzia, Reggio children e l’associazione delle piccole imprese. «L’obiettivo è stato quello di co-costruire un protocollo pedagogico per l’architettura scolastica», afferma Teramo children, «un insieme cioè di principi guida e indicatori idonei a sostenere le scelte politiche delle amministrazioni locali in un’ottica di cooperazione multidisciplinare e progettazione partecipata della nostra comunità, in dialogo con le più significative esperienze nazionali ed internazionali». I criteri individuati puntano a un radicale ripensamento degli interventi di edilizia scolastica. «Le nuove scuole devono essere pensate, progettate e realizzate come spazi educativi in cui tutti i linguaggi di bambini, alunni, studenti e insegnanti abbiano diritto di espressione e di cittadinanza, coniugando la sicurezza fisica con l’idea di spazio quale ulteriore ed essenziale elemento di apprendimento», spiega l’associazione, «le Linee guida contengono i criteri di scelta localizzativa, i criteri per la costruzione e la ristrutturazione degli edifici scolastici vincolando i bandi per le gare di appalto ad un percorso partecipativo in cui avranno voce studenti, genitori, comitati di quartiere, cittadini, associazioni». Il lavoro sviluppato dal tavolo istituzionale ha portato, dunque, alla definizione del protocollo sulle “Linee guida per un dialogo tra pedagogia e architettura nella progettazione degli spazi scolastici”.
«L’Unione province abruzzesi lo ha già approvato in uno specifico ordine del giorno e ora, unitamente all’associazione dei Comuni lo sottoporremo al Cal per giungere ad una proposta di legge regionale». L’organismo di programmazione può essere ampliato, secondo Teramo Children, chiamando in causa altri enti e gruppi che si occupano di sicurezza delle scuole, ma di fatto è già operativo. Per questo il tavolo “La scuola che vorrei…” chiede un incontro urgente all’assessora Di Padova e al sindaco allos scopo di «trovare le convergenze e proseguire insieme il percorso».
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