Teramo: concessione scaduta, chiude la piscina

12 Dicembre 2017

La Rari Nantes: «Gli uffici comunali non hanno predisposto la proroga». È un effetto della caduta dell’amministrazione

TERAMO. Porte chiuse alla piscina comunale. Da oggi l'impianto non è più in funzione perché manca il gestore. Il 1° dicembre infatti è scaduto l'affidamento alla Rari Nantes, società natatoria che negli ultimi anni ha promosso e organizzato le attività in vasca, e non c'è stato alcun rinnovo dell'incarico. Ne faranno le spese oltre 400 ragazzi che praticano nuoto, pallanuoto e nuoto sincronizzato ma anche tanti appassionati che frequentano la piscina come singoli utenti. Ad annunciare la chiusura è la presidente di Rari Nantes Luisa Marisa Spinozzi. «Ci vediamo costretti, come altre associazioni che hanno in uso gli spazi acqua», afferma, «a interrompere gli allenamenti per il campionato di serie C di pallanuoto e la preparazione delle gare nazionali e regionali di nuoto e nuoto sincronizzato». Si tratta di una mazzata prenatalizia che, oltre a colpire atleti e utenti, si abbatte sul personale impegnato all'interno dell'impianto e destinato a perdere il lavoro proprio sotto le feste. Un esito che ha dell'incredibile per Spinozzi. «Gli uffici comunali non hanno disposto un bando, una procedura, una proroga», sottolinea, «qualcosa che consentisse di non chiudere la struttura».
In realtà un atto è stato predisposto dalla giunta una settimana fa, proprio nel giorno in cui si sono dimessi i 18 consiglieri di un pezzo dell'ex maggioranza e dell'opposizione che hanno determinato la caduta dell'amministrazione. Nell'ultima riunione con gli assessori presieduta dall'ex sindaco Maurizio Brucchi è stato approvato il bando per l'affidamento temporaneo della piscina in attesa della concretizzazione del project financing destinato a dare una gestione prolungata e una nuova organizzazione all'impianto. L'incarico transitorio è stato previsto per un anno rinnovabile per il successivo, proprio per garantire il funzionamento della struttura nelle more della procedura per la sua riassegnazione su base trentennale. I tempi del bando provvisorio, però, non sono coincisi con la scadenza della concessione attribuita alla Rari Nantes e così la piscina deve chiudere i battenti. Sarebbe stato necessario un ulteriore atto politico che però, a detta di Brucchi, è stato impedito proprio dal commissariamento del Comune. Il rischio di interruzione dell'attività nell'impianto dell'Acquaviva era stato segnalato dall'ex sindaco come uno degli effetti negativi della caduta anticipata dell'amministrazione cittadina.
Per evitare che il disservizio si protragga a lungo la Rari Nantes fa sapere che è stata avviata una raccolta di firme e rivolge un appello al prefetto, alle forze politiche che tra pochi mesi si candideranno a guidare la città e al commissario prefettizio Luigi Pizzi. Quest'ultimo in particolare, nell'attesa del risultato del bando temporaneo, potrebbe adottare un provvedimento che limiti o scongiuri la chiusura della piscina prorogandone l'affidamento all'attuale gestore.
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