Teramo, il sindaco Brucchi: «In Abruzzo il terremoto è qui»

1 Novembre 2016

Paura dopo la nuova scossa di magnitudo 4.8 registrata stamane nel Maceratese. Appello del primo cittadino: «Siamo soli con i vigili del fuoco a fronteggiare mille richieste di verifiche e sopralluoghi». Alle case Ater di Colleatterrato oltre 50 famiglie devono lasciare le abitazioni, mentre a L'Aquila ben 200 immobili sono da abbattere urgentemente. A Pescara continuano in alcune scuole superiori le verifiche di agibilità

Ancora paura in Abruzzo: è stata di 4.8 la magnitudo del terremoto avvertito alle 8:56 nel Maceratese. Il calcolo della scossa è stato aggiornato dall' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il sisma è avvenuto a una profondità di 10 chilometri ed è stato avvertito anche a Pescara e sulla costa. In Abruzzo risultano essere 3.382 gli sfollati.

QUI TERAMO. «C'è un'errata percezione dei danni che Teramo, città capoluogo, ha avuto con questo terremoto: noi siamo soli a fronteggiare con i vigili del fuoco qualcosa come oltre 1.000 richieste di verifiche e sopralluoghi. Deve essere ben chiaro che in Abruzzo, il terremoto c'è stato soprattutto a Teramo e provincia». A dirlo con forza il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, che ha bisogno, dice, del sostegno tecnico per le verifiche nelle abitazioni, a centinaia interessate da lesioni più o meno gravi, che però hanno provocato un brusco innalzamento del numero degli sfollati nel capoluogo e nelle frazioni. Nel fare il punto della situazione dinanzi al riaperto cimitero cittadino di Cartecchio - dove si entra da un ingresso secondario - il primo cittadino di Teramo riferisce della telefonata del collega aquilano Cialente che gli ha offerto 50 appartamenti del Progetto Case per ospitare 50 famiglie sfollate. E lo dice proprio mentre si trova a fronteggiare l'ultima emergenza in ordine di tempo: due condomini di proprietà dell'Ater, in via Adamoli e in via Giovanni XXIII, nel quartiere di Colleatterrato dove i vigili del fuoco hanno sottolineato vizi di agibilità per le lesioni ai pilastri. Oltre una cinquantina di famiglie devono lasciare le case, ovvero circa altre 150 persone che vanno ad aggiungersi alle 317 già sfollate nel territorio del capoluogo teramano, ieri e domenica. A Teramo chiuso anche per la giornata dei defunti il cimitero monumentale, e anche la rappresentazione teatrale "Recita per i giorni di quiete" è rinviata a data da destinarsi.

QUI L'AQUILA. Sono 200 gli immobili compromessi dal sisma del 2009 e ulteriormente colpiti dalle ultime scosse del centro Italia che dovranno essere abbattuti in tempi abbastanza veloci, distribuiti tra città e frazioni. Dieci si trovano nel quadrilatero fra via XX Settembre, Villa comunale, via Cola dell’Amatrice e via Campo di Fossa, il luogo, quest’ultimo, che ha pagato un drammatico tributo di vittime al sisma aquilano. Palazzi che nelle ultime settimane hanno perso ancor più stabilità e diventano pericolanti. Sotto il peso della scossa di 6.5 di domenica mattina è crollato un edificio in via Cola dell’Amatrice da cui la notte del 6 aprile 2009 le famiglie uscirono vive per miracolo, mentre il palazzo cosiddetto “del benzinaio”, all’angolo tra via XX Settembre e corso Federico II, in attesa da oltre un anno delle autorizzazioni per essere buttato giù, ha perso un puntellamento in tubi innocenti mandando su tutte le furie l’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, e il sindaco Massimo Cialente. Il quale polemizza con la Provincia «lenta nel procedere con gli accordi di programma». Per questo edificio il sindaco ha firmato ieri l’ordinanza per demolire d’urgenza, si procederà giovedì. E dunque la viabilità subirà restrizioni e chiusure per agevolare i lavori: già da ieri pomeriggio è stata chiusa via XX Settembre nel tratto da via Sant’Agostino a via Crispi, anche per permettere alla ditta di procedere con le opere provvisionali di sicurezza e posizionare domani la macchina demolitrice. Per il palazzo dell’Agip ieri sono invece partiti i lavori per la bonifica dell’amianto. Dal sopralluogo dei tecnici comunali e dell’assessore Di Stefano ieri è emersa una mappa di edifici da abbattere subito tra via Cola dell’Amatrice, via Campo di Fossa, via XX Settembre, via Fontesecco. Gli altri sono sparsi tra le frazioni e in città. Intanto il Comune sta studiando, insieme all’Ufficio speciale per la ricostruzione, due provvedimenti per procedere con dei prefinanziamenti della parte relativa alle demolizioni. Provvedimenti che riguarderanno due tipologie di lavori: gli edifici da abbattere volontariamente e quelli su cui le ordinanze dispongono che devono essere abbattuti. Per i casi come l’edificio della Villa comunale, in sostanza, il Comune metterà le ditte nelle condizioni di demolire in anticipo rispetto al rilascio del contributo. «Si sta studiando anche un provvedimento per prefinanziare la cantierizzazione», spiega Di Stefano, «perché quando realizzi il cantiere metti anche in sicurezza le facciate che sono a rischio cedimenti, con reti e impalcature. Sto facendo una delibera che esenti per queste ditte il pagamento della tassa per occupazione di suolo pubblico».

QUI PESCARA.  La forte scossa di domenica mattina ha lasciato i segni su quasi tutto il territorio vestino. A Penne, sono state chiuse tutte le chiese, a eccezione di quella di San Massimiliano Kolbe, e la tendopoli organizzata da protezione civile, Croce Rossa e Soccorso alpino è stata a disposizione delle persone anche ieri sera. Nella notte tra domenica e lunedì, il palatenda di contrada Campetto ha ospitato circa 40 persone. A usufruire della struttura sono soprattutto famiglie con bimbi piccoli e anziani che vivono soli nel centro storico.
I volontari hanno messo a disposizione anche pasti caldi e bevande. «Abbiamo subito attivato il centro operativo comunale per l'assistenza alla popolazione dopo la scossa delle 7.40 di domenica» ha detto il consigliere comunale delegato alla protezione civile, Antonio Baldacchini, «sono stati registrati crolli di cornicioni nel centro storico e, a scopo precauzionale, abbiamo interdetto l'accesso a chiese e edifici pubblici di aggregazione sociale. Sono in contatto con la centrale operativa della protezione civile regionale» prosegue Baldacchini, «per avere notizie in tempo reale sull'evoluzione dello sciame sismico che interessa il Centro Italia. È operativo anche un numero di emergenza (348.3973986), ma soprattutto è stato chiesto l'intervento di tecnici della protezione civile per avviare le verifiche nelle abitazioni private lesionate dal sisma». Dai controlli agli edifici scolastici, guidati dal responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Penne, ingegner Piero Antonacci, non sono emersi danni alle strutture, alle pareti e alle tramezzature. Mercoledì 2 novembre si tornerà quindi in classe regolarmente. I sopralluoghi hanno riguardato le scuole di via Guido Rossa (asilo nido e scuola dell’infanzia San Francesco), di via Caselli (scuola dell’infanzia Vanni e parte della primaria Giardini), di via Aldo Moro (primaria Polacchi e San Panfilo) e via Verrotti (primaria e scuola media Giardini, a primaria Polacchi e media Paratore).
Anche il ponte tra Farindola e Penne, chiuso nella giornata di domenica in via precauzionale dopo la forte scossa, è stato riaperto. Disposti invece controlli sul ponte di Castiglione a Casauria. Controlli anche a Vicoli, località Gironi. Riaperto il ponte tra Villa Cupoli di Farindola e Roccafinadamo.
A Civitella Casanova, le conseguenze dello sciame sismico sono state ben più pesanti. Chiusa la porzione del centro storico all'altezza della Chiesa Beata Vergine Maria delle Grazie, gravemente danneggiata. Sgomberate 9 famiglie (23 persone) provvisoriamente ospitate da strutture ricettive e parenti. Una casa disabitata in contrada vallone è parzialmente crollata parzialmente. Anche a Vicoli si sono registrati crolli. Chiusa la chiesa del cimitero e alcune aree del borgo medievale sono interdette perc aduta di massi. A Brittoli, segnalato il crollo del muro di recinzione di una casa e della vecchia chiesa, già picchettata. Nel capoluogo invece domani, mercoledì 2 novembre, riapriranno tutte le scuole comunali e otto istituti superiori: Liceo Misticoni-Bellisario, ITCG Acerbo, Ipsia Di Marzio-Michetti, il Conservatorio Luisa d'Annunzio, il liceo scientifico Da Vinci, il liceo classico d'Annunzio. Le verifiche continueranno domani in questi istituti superiori di competenza della Provincia: Istituto Agrario di Alanno e Cepagatti, Istituto Spaventa di Città Sant'Angelo, Isis Savoia di Popoli, Isis e Istituto tecnico Marconi di Penne e in città liceo Marconi, liceo scientifico Galilei, istituto industriale Volta, l'istituto Aterno-Manthonè, alberghiero De Cecco.

QUI CHIETI. Le case parcheggio comunali in via Dei Palmensi, zona Tricalle, non sono affatto sicure: dalle scalinate piovono calcinacci. E in seguito al sisma che ha colpito nuovamente il Centro Italia lo scorso sabato alle 7.40 del mattino, le rampe di scale che collegano le varie abitazioni che si sviluppano su più piani rischiano di sbriciolarsi. Domenica scorsa sono accorsi i Vigili del Fuoco per monitorare la situazione. Ai residenti delle case parcheggio hanno detto che quelle scalinate non sono sicure. Così una degli abitanti, Adriana Dell’Olio: «Insieme ad altri ho segnalato al Comune la faccenda. Siamo in pericolo, ce lo hanno detto anche i Vigili che sono arrivati. Non possiamo andare avanti così, siamo abbandonati». Il complesso, infatti, non se la passava bene neppure prima dell’ultimo sisma: crepe vecchie e nuove, mattonelle spaccate, fori nei muri, pilastri erosi, tettoie in eternit abbandonate nei piani superiori esterni delle palazzine, ringhiere sfondate e arrugginite. Questo lo scenario che in queste ore si è andato ad aggravare: «I Vigili del Fuoco sono venuti per accatastare i calcinacci pericolanti che stavano per cadere dalle rampe» continua Giorgio Enei, altro residente che ha segnalato la questione «ora gli hanno accumulati qui sulle scale. Ma i problemi sono tanti. E sono disposto anche a fare dei lavori se chi di competenza in Comune mi fornisce il materiale necessario».