Teramo-mare, scatta l’allarme: «L’opera è a rischio alluvione»

Il “Cittadino governante” e otto associazioni contro il progetto del quarto lotto della superstrada: «Il tracciato è in piena zona di esondazione del fiume Tordino». Grimi: è un intervento necessario
GIULIANOVA . «Stop al quarto lotto della Teramo-mare, basta con le opere a rischio alluvione». È l’appello lanciato dal “Cittadino governante” insieme a otto associazioni che hanno presentato osservazioni in un dossier sul progetto dell’Anas. La relazione è stata inviata a varie autorità, denunciando il grave rischio idrogeologico legato all’opera. Il tratto di superstrada verrebbe realizzato proprio in piena zona di esondazione del fiume Tordino, secondo i documenti depositati per la Valutazione di impatto ambientale.
Si tratta di un progetto da 173 milioni di euro per sette chilometri di strada (oltre 20 milioni di euro per chilometro), messo in campo dall’Anas, secondo i contestatori, nonostante pregresse esperienze negative che hanno visto crolli del sedime stradale in caso di piene dei fiumi. A detta delle associazioni e del “Cittadino governante” esistono alternative concrete per garantire la mobilità e quindi propongono un accordo di programma territoriale tra enti affinché si mantenga la statale 80 nella sede attuale, migliorando la fluidità del traffico con eliminazione di semafori, interventi su segnaletica e marciapiedi, si investa maggiormente sulle ferrovie e sulla ciclabilità, assicurando le spese di funzionamento del sistema nei primi anni e infine attuando interventi di risanamento ambientale sul Tordino.
«Siamo tornati sul tema alla luce di quanto appena accaduto in Emilia Romagna, e pochi mesi fa nelle Marche: la tragica lezione delle alluvioni, dovute ai cambiamenti climatici sembra non aver insegnato nulla», afferma il leader del “Cittadino governante” Franco Arboretti, «pensiamo sia opportuno tornare a riflettere sulle criticità di quest’opera, che costa ben 173 milioni di euro, che potrebbero essere utilizzati in maniera alternativa, risparmiando con la mobilità sostenibile. Il quarto lotto, così concepito, mette a rischio, sotto il profilo idrogeologico, tutta la piana alluvionale del Tordino nella parte vicina alla statale 16». Sulla questione interviene anche Augusto De Sanctis, ecologista portavoce di Forum H20. «Riteniamo sconcertante che un’opera così onerosa nel 2023 sia localizzata in un’area a massimo rischio esondazione del fiume», afferma, «non dobbiamo puntare su infrastrutture così impattanti». Non è d’accordo Gianluca Grimi, presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti che invece ritiene il completamento della Teramo-mare intervento «imprescindibile per Giulianova e per le aree limitrofe, sia in funzione turistica che economico produttiva: tutta la costa teramana», sottolinea. «la sta attendendo con ansia; si parla di un’infrastruttura che finalmente darà anche significativo slancio alla zona industriale giuliese e che con una uscita ad hoc potrà finalmente agganciare lo sviluppo che la zona economica speciale sta già apportando alle aree limitrofe di Mosciano e Notaresco. Non mettiamo in dubbio le competenze dell’Anas nella realizzazione di opere in piena sicurezza».
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