Teramo, professoressa del Di Poppa stroncata dal cancro a 45 anni

Federica Mancini lascia il marito e la figlia. La preside dell’alberghiero: "È stata un esempio per tutti"
TERAMO. Dopo la recente scomparsa del dirigente scolastico dell’istituto liceale Milli Giovanni Di Giannatale, il mondo della scuola è ancora in lutto per la morte di Federica Mancini, docente dell’istituto “Di Poppa-Rozzi” di Teramo dove insegnava da anni. La professoressa, che lascia il marito e la figlia, se n’è andata venerdì, all’età di 45 anni, a seguito di una grave malattia contro cui lottava da mesi. Dopo la laurea in economia e commercio conseguita all'università degli studi dell’Aquila, si era dedicata all’insegnamento. Era molto amata e conosciuta nell’istituto teramano, dove si occupava in special modo dei problemi dei ragazzi e delle classi a lei affidate, ma anche di altri progetti collaborando con gli uffici di presidenza.
«È stata una docente sempre molta attenta e presente, persino nei momenti più difficili della sua malattia», la ricorda così la dirigente scolastica del “Di Poppa-Rozzi”, Caterina Provvisiero, che a nome di tutta la scuola porge le sue condoglianze alla famiglia. «È venuta a scuola anche quando stava male, dedicandosi senza sosta e con grande passione al suo lavoro», ha aggiunto la preside. «Ci ha regalato un’importante e significativa lezione di vita per la dedizione e l’alta professionalità che ha dimostrato ogni giorno. I colleghi docenti, il personale della scuola, i suoi amati alunni la ringraziano per tutto quello che ha fatto».
Sulla pagina Facebook della professoressa si sono susseguiti i messaggi di cordoglio di amici e studenti, che la ricordano come «una persona piena di energia, sempre con il sorriso sulle labbra» e «una grande donna, una grande professoressa che ha sempre svolto il suo lavoro con molta dedizione e cura, un'amica con cui potersi sfogare e ridere, dal cuore d’oro». I funerali si terranno questa mattina, alle 10, nella chiesa del Cuore immacolato di Maria in piazza Garibaldi a Teramo.
Chiara Di Giovannantonio
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