«Tercas, i posti di lavoro vanno tutelati»

I sindacati chiedono garanzie alla Popolare di Bari. Brucchi: la vendita è una grave perdita
TERAMO. «E' un grave danno di cui il territorio pagherà le conseguenze per anni». Non usa mezzi termini il sindaco Maurizio Brucchi nel commentare l'esito dell'assemblea dei soci Tercas, riunita martedì nell'aula magna dell'università. L'azzeramento del capitale sociale e la cessione alla Popolare di Bari per colmare la voragine di 602 milioni di euro di debiti, accumulati negli ultimi due anni dal principale istituto di credito abruzzese, per il primo cittadino rappresentano una perdita pesante per risparmiatori e imprese. «Non c’era altra possibilità, purtroppo è andata così», osserva, «ma questa decisione penalizza tutti». Brucchi ha intenzione di avviare un confronto con i vertici della Popolare Bari che, con la firma dell'aumento di capitale della Tercas per 230 milioni, subito dopo l'estate ingloberà il gruppo bancario abruzzese di cui fa parte anche Caripe.
«Chiederò un colloquio per capire cosa intende fare la nuova proprietà», spiega Brucchi, «i posti di lavoro vanno comunque tutelati». Preoccupazione per il mantenimento dei livelli occupazionali è espressa anche dai sindacati. «Gli strumenti contrattuali per la tutela dei lavoratori ci sono», spiega Claudio Bellini, segretario regionale della Fiba Cisl, «basta applicarli». L’auspicio del sindacalista è che la Popolare «tenga fede al proprio nome e si comporti in maniera rispettosa del territorio».
Bellini, rispetto a quanto emerso nel corso dell’assemblea, manifesta qualche dubbio. «Si è parlato di azione di responsabilità nei confronti della società di revisione», osserva, «ma non sentito commenti sull’operato della Banca d’Italia che ha dato il nullaosta alla Tercas per l’acquisizione di Caripe e dopo sei mesi l’ha commissariata». Sul futuro dell’istituto pescarese, di cui la banca teramana detiene il 95%, è concentrata l’attenzione della Fisac Cgil. «Il commissariamento, definito tecnico, di Caripe lascia dubbi». afferma il segretario provinciale Francesco Trivelli, «la banca potrebbe essere ostaggio di manovre future». Per la Fisac Cgil, dunque, la partita è tutt’altro che chiusa anche per quanto riguarda il destino della Tercas. Ìndignazione è espressa dal presidente dell’Adiconsum Giuseppe Iodice per l’esito dell’assemblea. «Si è consumato l'ultimo oltraggio per il nostro territorio e per i piccoli investitori», afferma, «che si sono fidati delle garanzie sulla bontà dell'investimento». (g.d.m.)
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