Terremoto, torna la paura in città Scatta lo sgombero delle scuole

Momenti di tensione per le scosse: scattano i controlli sugli edifici, nessun danno grave segnalato Studenti in strada anche a Montorio, a Civitella attivato il centro comunale per le emergenze
TERAMO. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 alle 12.24 di ieri mattina ha fatto scattare i protocolli di evacuazione nelle scuole teramane e spinto molte persone a lasciare abitazioni e uffici per riversarsi in strada. Il sisma ha avuto l’epicentro a Folignano, nell’Ascolano, a meno di cinque chilometri dal territorio di Civitella del Tronto. Ed è stata proprio quell’area di confine fra Ascoli Piceno e Teramo a essere interessata per l’intera giornata di ieri da diverse altre scosse, tutte di entità inferiore a quella delle 12.24 e solo in parte avvertite dalle popolazioni. Lo sciame sismico non ha fatto registrare danni a cose o persone, ma ha suscitato preoccupazione nel capoluogo e in diverse zone della provincia teramana.
torna la paura
Alla prima scossa di magnitudo 3.9, rilevata a una profondità di 24 chilometri, ne è seguita una seconda a poco più di un minuto di distanza sempre a Folignano: 3.6 la magnitudo, con profondità di 10 chilometri. Due episodi ravvicinati e avvertiti distintamente sia nell'area a ridosso dell'epicentro che a Teramo. Dalle 12.27 alle 13.16 si sono susseguite altre sei scosse, tutte con magnitudo inferiore a 2.5 e con epicentro a Folignano e Civitella del Tronto.
SCUOLE EVACUATE
La prima scossa ha fatto scattare i piani di evacuazione delle scuole a Teramo, dove l’evento sismico è stato chiaramente percepito dalla popolazione. E in particolare da chi si trovava in spazi chiusi, come uffici e scuole. Qui il personale docente e i collaboratori scolastici hanno attivato i protocolli del caso, organizzando l’uscita di bambini e studenti dagli edifici. Le operazioni hanno interessato tutti gli istituti della città e si sono svolte senza disordini. Le famiglie di bambini che frequentano asili e scuole primarie sono state avvisate dagli insegnanti e molti genitori hanno raggiunto gli istituti per portare a casa i figli. In strada, lungo le vie del centro, si sono riversati anche quanti stavano lavorando in uffici pubblici o studi privati. A svuotarsi per diversi minuti è stato anche il tribunale, dove alcuni processi sono stati sospesi e rinviati. Ma in meno di un’ora la situazione è tornata alla normalità.
i controlli
Nessun danno si è registrato negli edifici scolastici. Dopo le prime due scosse, il sindaco Gianguido D’Alberto e il vice sindaco e assessore alla Protezione civile Giovanni Cavallari hanno avviato le attività di monitoraggio del caso di concerto coi dirigenti scolastici coi quali per l'intera giornata si sono susseguiti confronti e riunioni online. Nessun dirigente ha segnalato anomalie o situazione di allerta: oggi le attività scolastiche riprenderanno normalmente. «Al 115 non sono giunte segnalazioni in seguito alle scosse per quanto attiene il territorio comunale», ha spiegato Cavallari, «è chiaro che la situazione viene monitorata, ma al momento non ci sono problemi di alcun tipo per gli edifici scolastici della città che hanno sopportato terremoti di più grave entità. Ci auguriamo che questo sciame sismico sia cessato e che su questi episodi non si faccia sciacallaggio: la sicurezza è un tema serio e delicato, fare allarmismo non è utile a nessuno».
TERRITORIO IN ALLARME
Le scosse hanno riacceso la paura e reso necessari controlli in diverse zone della provincia. Scuole e uffici evacuati anche a Montorio, dove sono partite le verifiche su eventuali danni agli edifici. A Civitella è stato aperto il centro di coordinamento comunale per le emergenze, con controlli nel centro storico e nella frazione di Villa Lempa, la più vicina all’epicentro della scossa principale. «Le scuole del territorio, tutte oggetto in questi anni di importanti interventi di miglioramento sismico o costruite ex novo, non hanno riportato alcun danno e finora non si registrano danni al patrimonio pubblico e privato», ha fatto sapere il sindaco Cristina Di Pietro. Analoghe rassicurazioni sono arrivate, nel corso della giornata, dai primi cittadini di Sant’Egidio Elicio Romandini e Sant’Omero Andrea Luzii. Il presidente della Regione Marco Marsilio si è tenuto in costante contatto con il prefetto Massimo Zanni e con i sindaci del territorio.
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