Test di massa, ha aderito il 19% Già si pensa a una campagna bis

Risultato deludente in provincia, meglio il capoluogo con tamponi a quasi il 30% della popolazione Di Giosia: «Scarsa sensibilità dei cittadini». D’Alberto ora vuole controlli sulle categorie più sensibili
TERAMO. A 24 ore dalla conclusione dello screening di massa, al quale nel Teramano ha partecipato appena il 19,55% della popolazione residente, il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto pensa già al futuro e in sinergia con Asl e Protezione civile si sta organizzando per ripetere i test di massa a gennaio. Ma questa volta i controlli a tappeto saranno chirurgicamente destinati alle categorie più sensibili, come il mondo della scuola, le istituzioni, le forze dell'ordine. Ad annunciarlo è lo stesso primo cittadino, che si dice anche soddisfatto del risultato raggiunto a Teramo città. Se in tutta la provincia, su una popolazione di oltre 300mila residenti, sono stati effettuati 60.118 tamponi, che hanno permesso di rilevare un totale di 148 positivi (dati lontani da quelli registrati dalla campagna nell’Aquilano, dove sono stati raggiunti i 90mila tamponi con un numero di residenti analogo), nel capoluogo su una popolazione di oltre 53mila residenti i tamponi eseguiti sono stati oltre 15mila, pari al 29,39% della popolazione residente, con 29 positivi.
D’ALBERTO. «Su Teramo città lo screening è andato bene», ha commentato il primo cittadino, «raggiungendo un risultato importante. Nei quattro giorni sono stati eseguiti quasi sedicimila test antigienici rapidi. La popolazione interessata era potenzialmente di circa 42mila cittadini, tenendo conto di tutte le persone escluse da questo screening: ha quindi partecipato il 37% delle persone invitate ad aderire, ovvero il 30% circa della popolazione complessiva». Secondo il primo cittadino, in particolare, c'è stata una buona risposta soprattutto da parte della popolazione scolastica: le postazioni dedicate hanno fatto registrare numeri superiori alla media. «Certo, si poteva e si doveva fare di più ma è stata comunque una bellissima lezione di responsabilità collettiva», ha aggiunto, «la nostra città ha fatto registrare la percentuale più alta di tutta la provincia. Anche in ragione di ciò, stiamo ponendo le basi per ripetere i test rapidi nelle scuole e per alcune particolari categorie, già nel prossimo mese di gennaio».
DI GIOSIA. Un entusiasmo non condiviso dal manager della Asl Maurizio Di Giosia. «Onestamente, visto l'investimento fatto su questo screening, ci aspettavamo una partecipazione maggiore da parte della cittadinanza», ha commentato, «purtroppo questo dipende dalla sensibilità dei cittadini che evidentemente non hanno recepito l'importanza di un'attività come questa. Dispiace perché abbiamo lavorato tanto, abbiamo fatto un grande sforzo per reperire il personale, ci sono medici e infermieri che dopo aver fatto i turni in ospedale sono andati a fare lo screening, ma la collettività non ha ripagato questo sforzo con il gesto di andare a fare un tampone».
I NUMERI. Tra i comuni più grandi l'unico, oltre a Teramo, ad aver superato il 20% di partecipazione è stato Mosciano, dove su 9.239 residenti sono stati effettuati 2.078 tamponi che hanno permesso di scovare quattro positivi. Tra i comuni più virtuosi quello di Torano Nuovo, dove su 1.552 residenti in 479 hanno partecipato allo screening: un’adesione pari al 30,90%. Tra i comuni dove lo screening ha registrato il maggior numero, in termini assoluti, di positivi, dopo Teramo ci sono Campli (12 casi su 1.229 tamponi), Roseto (12 casi su 4.834 tamponi), Silvi (11 casi su 2.140 tamponi). In ogni caso, se l'obiettivo era quello di scattare una fotografia dei positivi asintomatici sul territorio il più possibile reale, di certo non è stato raggiunto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

