Torna l’ordinanza anti-lucciole, multe a clienti e prostitute

Martinsicuro, il sindaco Camaioni la ripropone dopo un anno Finora una ventina le sanzioni, ma quasi nessuno le paga
MARTINSICURO. Un giro di vite contro le lucciole. Il sindaco di Martinsicuro Paolo Camaioni ha firmato l’ordinanza per "l’adozione di misure preordinate ad una maggiore sicurezza stradale nonché contrasto alla prostituzione". Un provvedimento sindacale sollecitato dalle forze dell’ordine per il contrasto al fenomeno della prostituzione lungo le strade del territorio comunale, sia in relazione a problematiche collegate al decoro e al buon costume che, in relazione ai pericoli potenziali che vengono creati alla circolazione dal continuo andirivieni di veicoli. Confermata la sanzione di 500 euro sia per le prostitute che per i clienti. Durante il suo mandato Camaioni ha firmato un’ordinanza simile, che ha valore annuale, nel 2013 e nel 2014 e non era stata riproposta lo scorso anno.
La prima ordinanza del genere sul territorio comunale fu firmata dal predecessore di Camaioni, Abramo Di Salvatore. Nei due anni in cui è stata in vigore i carabinieri di Martinsicuro hanno rilevato una ventina di violazioni all’ordinanza e alcune multe sono state fatte anche dai militari del Radiomobile di Alba Adriatica. Sembra che la maggior parte delle multe non siano state pagate né che siano stati fatti ricorsi. «A seguito», fanno sapere gli amministratori truentini, «dell’emanazione del citato provvedimento, negli anni scorsi, sono stati conseguiti buoni risultati in termini sia di prevenzione che di repressione del fenomeno, con evidente riduzione dello stesso, soprattutto all’interno dei centri abitati di Villa Rosa e Martinsicuro». Un problema, quello della prostituzione in strada, che ha suscitato diverse polemiche, culminate nella protesta delle donne di Villa Rosa che lo scorso anno organizzarono un corteo. «Riscontriamo», si legge ancora nelle motivazioni dell’ordinanza, «che chi esercita la prostituzione agisce confondendosi tra i comuni cittadini ed utilizzando mezzi di locomozione e metodi diversi e questo stato di cose genera potenziali pericoli alla circolazione stradale ed ai cittadini. Crea altresì particolari disagi alle donne, che rischiano di essere involontariamente assoggettate ad adescamento».
Sandro Di Stanislao
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