Torna la protesta dei Comuni per il deposito di gas sul Tronto

23 Luglio 2014

I consigli di Martinsicuro e Colonnella votano contro la realizzazione del mega impianto da 522 milioni di metri cubi che ha da poco ricevuto il via libera dal ministero dell’Ambiente

MARTINSICURO. L’autorizzazione per il mega impianto di stoccaggio del gas aridosso del Tronto, in territorio ascolano ma vicinissimo a Martinsicuro e Colonnella, sta suscitando le reazioni delle due comunità che da tempo si sono espresse contro questo insediamento. La questione è già approdata nei giorni scorsi nei consigli comunali dei due centri vibratiani che hanno votato due ordini del giorno contro l’impianto.

«La problematica del gigantesco stoccaggio di gas è approdata in consiglio comunale il 10 luglio scorso che con voto unanime si è espresso contro questa ubicazione», fa sapere il sindaco di Martinsicuro Paolo Camaioni. «La delibera», aggiunge, «è stata elaborata con il contributo fondamentale dei nostri uffici comunali e degli esponenti del comitato che ci hanno messo a disposizione la documentazione. Ricordo che il sottoscritto ha ricevuto il Comitato per la Salute nel Piceno lo scorso 18 febbraio, mettendosi a disposizione di questa causa fin da subito. Sono, quindi, sei mesi che seguiamo la situazione. Con la delibera approvata in consiglio la nostra cittadina si è espressa in modo perentorio contro questo insediamento».

Stessa decisione presa dal comune di Colonnella perché la frazione San Giovanni, sulla Bonifica del Tronto, dista poche centinaia di metri da dove dovrebbe essere ubicato l’impianto di stoccaggio. «Il consiglio comunale di Colonnella ha votato in modo unanime contro la realizzazione dello stoccaggio a poche centinaia di metri dal centro abitato del nostro comune», conferma il sindaco della cittadina Leandro Pollastrelli,«già dalle prime indiscrezioni sull’ubicazione dello stoccaggio abbiamo dato il nostro pieno supporto al Comitato Salute del Piceno che si oppone a tale realizzazione. Una situazione che stiamo valutando da oltre un anno e siamo al fianco del comitato che cerca di tutelare la salute di tutta la zona».

La struttura avrebbe una capacità di stoccaggio di gas nel sottosuolo di 522 milioni di metri cubi, che verrebbe immesso in profondità a circa 2500 metri in pressione d'estate ed estratto d'inverno attraverso 6 pozzi. Attualmente nell'area è presente un pozzo di estrazione di gas. «La concessione», contesta il Forum dell’Acqua, altro movimento che si oppone alla realizzazione, «comprende l'autostrada, la ferrovia, la statale e interi quartieri che ora rientreranno in una struttura classificata "a rischio di incidente rilevante" in base alla direttiva comunitaria Seveso». La Regione Abruzzo, pure coinvolta nel procedimento, non risulta essersi espressa come sottolineato nel decreto ministeriale. Invece l'Unione dei Comuni della Val Vibrata presentò una delibera con alcune osservazioni.

Sandro Di Stanislao

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