Torna lo chef di Papa Ratzinger: «Gli ho regalato i nostri vini»

1 Febbraio 2016

A Roseto il cuoco che ha girato il mondo: «Quella volta che ho giocato a scacchi con Gorbaciov» Dalla Germania alla Spagna fino al rientro nella sua terra: «Qui ci sono le mie radici»

ROSETO. «In cucina vado oltre il necessario, ambisco a soddisfare il piacere». In questa frase è racchiusa la filosofia di Gabriele Feliciani, chef rinomato in tutto il mondo che ha cucinato per Papa Ratzinger e Michail Gorbaciov. Ma anche per Naomi Campell e Michael Jakson.Da poco tempo ha deciso di rientrare nella sua terra «Qui ci sono le mie radici». In particolare a Roseto, dove vivono alcuni suoi familiari, e dove ha aperto “Villa Sofia”.Partito giovanissimo da San Giacomo, una frazione di Atri, Feliciani ha girato il mondo spinto dalla voglia di apprendere i segreti culinari degli chef con i quali ha via via collaborato.

Così ha messo insieme un bagaglio enorme di esperienze, affinando una tecnica e un modo di cucinare unico proprio perché rappresenta la sintesi di anni trascorsi al fianco di cuochi importanti. «La cucina è stata la mia passione sin da quando ero bambino», racconta Feliciani , «ricordo che da adolescente risparmiavo i soldi che mi davano i genitori e invece di andare in vacanza o comprare abiti e oggetti alla moda, preferivo prendere il treno da solo e raggiungere i ristoranti più famosi d’Italia dove mangiavo per capire come erano fatti i piatti. Quante volte sono stato cacciato perché pensavano che un ragazzino come me non avesse i soldi per pagare, ma alla fine sono riuscito nel mio intento e oggi posso dire di essere uno chef». Una passione fuori dal comune per un ragazzo della sua età, che è continuata poi anche negli anni successivi, tanto da convincerlo ad abbandonare gli studi di giurisprudenza per inseguire il suo sogno: quello di diventare uno chef conosciuto.

Sogno che si è puntualmente avverato, anzi, per certi versi è andato ben al di là di ogni più rosea aspettativa. «In tanti anni di attività», dice ancora Feliciani “ho conosciuto personaggi importanti, come Michail Gorbaciov, con il quale ho giocato a scacchi, o Roman Polanski, sul cui yacht ho cucinato durante il festival di Cannes. Ma il ricordo più caro è legato a quando lavoravo a Monaco di Baviera, dove nel mio “Gabriele ristorante” ho avuto molte volte ospite Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI, il quale mi ha donato come ricordo un attestato con dedica a me e alla mia famiglia, che conservo tra i ricordi più cari. Io ho contraccambiato con vini abruzzesi, Zaccagnini riserva San Clemente». E Feliciani ama raccontare l’incontro che gli ha cambiato la vita: quello che un banchiere tedesco. «Un a sera venne a mangiare nel ristorante in cui lavoravo in Germania», racconta, «mi disse che ero bravo e che potevo aprire anche un ristorante tutto mio. Ma io gli risposi che al momento non avevo tutti i soldi necessari. Lui mi disse di non preoccuparmi e di passare alla sua banca per ottenere un mutuo. Dopo qualche giorno feci la richiesta e ottenni quello di cui avevo bisogno per iniziare la mia attività. Da allora non mi sono più fermato».

Federico Centola

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