Tornano in classe più di 38mila alunni

13 Settembre 2021

Riproposti i protocolli Covid già collaudati l’anno scorso, nel capoluogo c’è un grave problema di carenza di spazi

TERAMO. È il secondo ritorno a scuola dell’era Covid e rispetto a un anno fa timori e incertezze per il diffondersi dei contagi in classe sono quasi azzerati. In provincia di Teramo da questo punto di vista si percepisce una diffusa tranquillità, legata essenzialmente al fatto che durante il passato anno scolastico sono stati faticosamente elaborati dei protocolli che verranno riproposti, con pochissime o nessuna modifica, a partire da oggi. È il caso degli orari di ingresso e uscita sdoppiati e del piano del trasporto scolastico, elaborato in prefettura sul modello di quello adottato nel gennaio scorso, anche se con percentuali differenti di riempimento dei mezzi.
IL CASO MARINO. Non che manchino le criticità, anzi, a partire dalle carenze nell’organico dei docenti e nell’elevata presenza di precari tra il personale docente e non docente. Inoltre i 38.624 bambini e ragazzi che tornano oggi in classe nel Teramano non avranno tutti a disposizione gli spazi che dovrebbero avere, perché soprattutto nel capoluogo – dove i terremoti del 2016/17 hanno fatto gravi danni a edifici scolastici la cui sicurezza era già prima molto labile – le aule scarseggiano o sono anguste. Nei giorni scorsi la protesta di docenti, alunni e genitori dell’Ipsia Marino, la cui sede storica è inagibile dal 2016 e che ha le aule sparse in quattro edifici della città, è servita a ricordare a tutti certe problematiche, che le pubbliche amministrazioni faticano sempre di più a fronteggiare avendo gli uffici tecnici ridotti ai minimi termini. L’istituto professionale teramano ha rifiutato le sei aule ricavate dalla Provincia nell’istituto Pascal, che è dall’altra parte della città, e varato un orario che prevede lezioni anche di pomeriggio pur di tenere i propri ragazzi il più possibile vicini ai laboratori. Ora la Provincia sta studiando un’altra soluzione, che potrà realizzarsi solo se un’ulteriore pezzo del liceo scientifico Einstein dalla storica sede di via Sturzo si trasferirà nell’ex sede dell’istituto tecnico Comi.
SCUOLE NUOVE. A Teramo capoluogo, però, una buona notizia sul fronte scuola va annotata: sabato è stata inaugurata la scuola dell’infanzia antisismica di Colleatterrato, opera che ha rischiato di non vedere la luce per via di intoppi burocratici, contenziosi e inchieste. Il valore simbolico della notizia è forte perché negli ultimi anni in provincia di scuole nuove ne sono state aperte molto poche. Il fatto che questa sia a prova di sisma riporta tutti a quanto sarebbe già dovuto accadere da anni, ma che comincerà accadere – nella migliore delle ipotesi – solo tra alcuni mesi: la ricostruzione delle scuole lesionate dal sisma. Solo nel capoluogo gli edifici da rimettere a posto sono una decina tra quelli del Comune e quelli della Provincia e nessuna gara d’appalto è stata ancora bandita. Il rischio è che più cantieri verranno aperti contemporaneamente, con grossi problemi a spostare gli alunni in sedi alternative. Di fronte a tutto questo, il rispetto delle norme Covid e il perdurare della pandemia non sembrano i problemi principali.(d.v.)
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