Tortoreto, aiuti a chi non può pagare l’affitto

La giunta mette a disposizione 10mila euro: ogni famiglia potrà averne al massimo 1.800 per evitare lo sfratto o stipulare un nuovo contratto
TORTORETO. Dopo la lunga scia di polemiche e il caso di Roberta Fiano che ha scosso la città e il dibattito politico, arriva il primo passo del Comune di Tortoreto contro l’emergenza abitativa. Per ora è solo una sperimentazione, ma l’ente impegna già 10mila euro per aiutare le tante famiglie in difficoltà su cui pende un procedimento di sfratto e che potranno chiedere un aiuto per pagare l’affitto in attesa di soluzioni definitive. Con questo aiuto economico, in sostanza, il Comune prova a risolvere l’annoso problema delle “case parcheggio” pubbliche, che attualmente risultano tutte occupate, talora in situazioni al limite della regolarità che hanno spinto la giunta anche ad avvalersi del parere di un legale.
La nuova misura, approvata dalla giunta del sindaco Alessandra Richi nei giorni scorsi, era stata in parte anticipata dal consigliere delegato al sociale Lilli Piacentini, che cercava una soluzione tampone in attesa del progetto a lungo termine di restaurare le abitazioni pubbliche per ridimensionarle e così raddoppiarne il numero. Ecco allora i 10mila euro messi a disposizione nel bilancio comunale, ma che potrebbero però non bastare se non per coprire almeno le otto situazioni urgenti di famiglie che hanno già ricevuto lo sfratto. Tra loro ci sarebbe anche chi attualmente dorme in automobile.
Dovrà comunque essere realizzata una graduatoria, come scrive la giunta: «Il fabbisogno rilevato, ovvero l’elevato numero di famiglie che andrebbero sostenute per il pagamento dell’affitto, richiede, per essere risolto, un impegno economico insostenibile per l’amministrazione comunale, e pertanto, affinché la misura di sostegno all’emergenza alloggiativa sia concretamente affrontabile in un regime di scarse risorse finanziarie, è necessario restringere il campo dei possibili beneficiari del sostegno individuando all’interno della totalità dei bisognosi un elemento oggettivo che determini una priorità specifica».
Il contributo comunale sarà destinato al deposito cauzionale necessario alla stipula di un nuovo contratto di affitto e a tre mensilità prorogabili fino a sei ma fino ad un massimo di 1.800 euro a famiglia. Potranno richiedere il contributo tutti i nuclei familiari in situazioni di disagio che rientrano tra i requisiti indicati dal Comune, tra cui un’Isee inferiore a sei mila euro. Ma tra queste, la priorità sarà data alle famiglie con minori o con disabili e già seguite dai servizi sociali.
Luca Tomassoni
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