Tortoreto, buco di duemila euro per i fuochi d’artificio sul mare

La Pro loco lancia accuse di scarsa collaborazione: «È mancato il contributo del Comune, tanti no anche da ristoranti e attività commerciali. Così non va, pensiamo di tirarci fuori nel 2018»
TORTORETO. Non c’è pace per la storica festa di Ferragosto di Tortoreto con i fuochi di artificio: buco di oltre duemila euro nei conti dell’edizione 2017. Lo coprirà la Pro loco cittadina, che però medita di sfilarsi dall’organizzazione dell’evento per il futuro, lamentando «scarsa collaborazione». A parlare è il presidente dell’associazione, Riccardo Junior Facibeni, che lancia il suo appello: «E’ necessaria una comunione di intenti per far crescere il turismo tortoretano. Non voglio polemizzare o attaccare qualcuno, ma fare chiarezza sui meriti e sulle difficoltà incontrate dalla Pro loco nel realizzare un evento tanto atteso, che ha entusiasmato ancora una volta migliaia di persone riempiendo le casse dei locali».
Continua quindi il presidente della Pro loco, che è anche figura di spicco tra i gestori degli stabilimenti balneari cittadini: «Quest’anno la nostra associazione ha messo la firma sia alla Notte Rosa dei Bambini, dove il buco è stato di oltre 500 euro, sia alla parte laica della festa di Ferragosto, con cui speravamo di sistemare i conti. Non è andata così, anzi: il buco si è allargato ancora, grazie agli oltre duemila euro che mancano all’appello per onorare la fattura da diecimila euro della ditta che ha realizzato lo spettacolo pirotecnico. Le cause: insieme all’assenza di contributo economico da parte del Comune, ma anche dei ristoranti e delle attività commerciali, abbiamo ricevuto tanti no o quote minime da parte dei singoli balneatori, raccogliendo molto meno del previsto. Nota positiva, l’impegno economico degli albergatori e delle grandi aziende. Così non è più sostenibile: nel 2018, se le cose non cambieranno, ci tireremo molto probabilmente fuori». L’immagine delle migliaia persone che affollano stabilimenti e spiaggia per chilometri durante i fuochi d’artificio della notte tra il 15 ed il 16 agosto, del resto, male si accosta al resoconto dettagliato dei contributi dei balneatori fornito dalla Pro loco: la metà degli chalet della costa si è rifiutato di partecipare alla raccolta fondi, compreso chi lo spettacolo l’ha visto davvero da vicino. Qualcuno degli imprenditori in questione ha partecipato con quote addirittura di dieci euro: «al limite della presa in giro» commenta Facibeni.
La vicenda sembra l’ennesima ripetizione di un problema annoso. Prima di abbandonare definitivamente l’organizzazione della parte laica della festa ferragostana della Madonna del Mare, infatti, la parrocchia del Lido ed il comitato organizzatore avevano più volte lamentato le difficoltà, soprattutto economiche, incontrate nel realizzare una festa tanto tradizionale quanto attesissima da cittadini e turisti. Nel 2016, a “salvare” i fuochi d’artificio di Ferragosto, fu proprio l’impegno congiunto delle sigle Pro loco, associazione Albergatori e BalneaTor. Un impegno che ora non sembra più bastare.
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