Tortoreto, due milioni di entrate in meno

Lo prevede il Comune per i mancati incassi da strisce blu e tassa di soggiorno. Vertice sul turismo
TORTORETO. Due milioni di euro di riduzione delle entrate nelle casse del Comune di Tortoreto: questa è la stima della giunta del sindaco Domenico Piccioni sui mancati incassi nel 2020 da parcheggi a pagamento, Cosap, imposta di soggiorno, multe e oneri di urbanizzazione, ai quali bisogna aggiungere «una prevedibile significativa insolvenza nel pagamento di Imu e Tari». Non solo, perché il Comune di Tortoreto deve versare allo Stato oltre un milione e 800mila euro per il Fondo di solidarietà. Per questo, l’amministrazione, prima con una delibera di giunta e poi con un comunicato stampa uscito fuori dalla commissione bilancio del consiglio comunale, ha deciso di fare proprie le richieste avanzate al Governo dall’Anci, tra cui la realizzazione di un fondo di sostegno per i comuni di almeno 5 miliardi di euro, lo sblocco delle somme vincolate e i poteri ai sindaci per accelerare le opere pubbliche.
Si legge nel comunicato: «Queste richieste si rendono necessarie ed urgenti anche in considerazione del fatto che l’attività economica prevalente svolta nel comune di Tortoreto è quella turistica esercitata in forma stagionale, e che pertanto gli impatti economici della crisi da una parte sono rilevantissimi già nell’immediato e dall’altra le persone e le imprese dovranno attendere un periodo ancora più lungo per poter beneficiare della ripresa». La principale questione aperta a Tortoreto come nelle altre località balneari, del resto, è proprio quella dell’introduzione di misure per alleggerire il carico fiscale sulle attività turistiche senza però intaccare ulteriormente le casse comunali in sofferenza. Nelle ultime ore si è tenuto l’annunciato incontro tra le delegazioni degli operatori turistici tortoretani, capeggiate dal presidente degli albergatori Andrea Casini e di BalneaTor Carlo Dezi, con il sindaco, il vicesindaco e assessore al bilancio Francesco Marconi e l’assessore al turismo Giorgio Ripani. Dalla riunione sono usciti principalmente due impegni, suggellati da un comunicato stampa congiunto: gli operatori si impegnano ad aprire quest’estate le proprie attività per evitare «danni incalcolabili sia commerciali sia in termini di tenuta sociale» ma chiedono soprattutto diverse scadenze ed incentivi in materia di Imu e Tari per fronteggiare il grave calo di presenze, mentre il municipio si impegna a sostenere il comparto augurandosi però che «il Governo dia “certezze” e risorse entro aprile».
Luca Tomassoni
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