Tortoreto, il carabiniere indagato non risponde alle domande del gip
Il militare è accusato di favoreggiamento nell’ambito di un’inchiesta per spaccio di droga Per lui il tribunale ha disposto l’obbligo di dimora e di firma nella cittadina vibratiana
TORTORETO. Il carabiniere accusato di favoreggiamento nell’ambito di un’inchiesta per spaccio non risponde al gip. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto ieri mattina davanti al giudice Giovanni De Rensis l’appuntato Daniel De Ninis –all’epoca dei fatti in servizio a Tortoreto e successivamente sospeso– si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Al 53enne sabato scorso è stata notificata una misura cautelare che prevede l’obbligo di dimora e l’obbligo di firma a Tortoreto per ipotesi che vanno dal favoreggiamento alla violazione di normative sulla detenzione di armi. Il sostituto procuratore Davide Rosati, titolare del fascicolo, ha chiesto ed ottenuto l’ordinanza dell’obbligo di dimora anche per la moglie dell’uomo che nell’inchiesta è indagata per violazione di alcune normative che riguardano la detenzione delle armi. L’anno scorso, durante una perquisizione nell'abitazione del militare, vennero trovati sessanta fucili da caccia, dieci pistole e trecento proiettili. Secondo la versione fornita all’epoca dal militare si tratterebbe di armi cedute dai proprietari che volevano disfarsene e che quindi le avrebbero consegnate spontaneamente. Aspetto, quest’ultimo, su cui sono in corso ulteriori accertamenti. I fatti, per cui la Procura indaga, sarebbero emersi nell'ambito dell'altra inchiesta riguardante un presunto giro di spaccio di droga e che ha visto l’arresto di un cittadino albanese attualmente in carcere e per cui c’è un giudizio immediato. L’inchiesta è scattata nei mesi scorsi, dopo alcune intercettazioni captate nell’ambito di più ampi accertamenti di polizia giudiziaria disposti sul presunto giro di spaccio di cocaina sulla costa vibratiana. Per mesi i militari del reparto operativo, che hanno agito su delega del pm Rosati, hanno seguito ogni spostamento del militare fino ad arrivare alle perquisizioni. Pesante l’accusa che la Procura ipotizza nei suoi confronti: aver favorito un componente dell’organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga. Il come è ancora avvolto in uno stretto riserbo visto che le indagini non sono ancora concluse.
Nell’inchiesta, oltre al carabiniere e a sua moglie, sono indagati complessivamente 10 persone tra cui un poliziotto di fuori regione la cui posizione è stata stralciata insieme a quella di un altro paio di persone. E ieri davanti al gip sono comparsi altre sei persone, tutte straniere, che nei giorni scorsi hanno ricevuto provvedimenti di misure cautelari sempre nell’ambito della stessa inchiesta. Tutte si sono avvalse della facoltà di non rispondere. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Vincenzo Di Nanna, Gianfranco Di Marcello, Paolo Palma, Giuseppe Altieri e Stefania D’Addario.
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