Tortoreto, in 115 abili al lavoro tra i 300 che prendono il sussidio

3 Marzo 2020

TORTORETO. Sono 300 i tortoretani che percepiscono il reddito di cittadinanza: il municipio, al pari di altre località vicine, sta ancora definendo il modo per occuparli secondo i progetti utili alla...

TORTORETO. Sono 300 i tortoretani che percepiscono il reddito di cittadinanza: il municipio, al pari di altre località vicine, sta ancora definendo il modo per occuparli secondo i progetti utili alla collettività, i cosiddetti “Puc”. Al momento, però, a Tortoreto sarebbe ancora in atto la fase di analisi e valutazione dei profili e non ci sono ancora dettagli sulle mansioni a cui potrebbero essere destinati i percettori del reddito.
Durante l’ultima riunione del consiglio comunale di Tortoreto, l’amministrazione comunale, attraverso il delegato al sociale Massimo Figliola, ha fornito qualche dato sulla situazione. Dei circa 300 che percepiscono il reddito in città, 115 sono stati già confermati come in possesso dei requisiti previsti dalle norme. Tra quelli ancora in fase di controllo, su 85 ci si sta concentrando per confermare la permanenza decennale sul territorio italiano. Nel frattempo, per la definizione del patto di inclusione sociale, sono in atto anche le valutazioni da parte dell’assistente sociale dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata, che ha già incontrato e analizzato la posizione di 72 beneficiari tortoretani e ha avviato la pratica per altri 41. Tutto questo è propedeutico alla seconda fase, quella del coinvolgimento di alcuni percettori del reddito di cittadinanza in servizi per la comunità. La normativa sui Puc prevede infatti un monte da 8 a 16 ore settimanali per ogni persona coinvolta che, però, non potrà sostituire il personale dell’ente. Da quanto emerso, il Comune sarebbe in procinto di definire i progetti ed effettuare i bandi.
A portare la questione in consiglio comunale è stato il capogruppo del M5S Riccardo Straccialini, che ha chiesto appunto lo stato dell’iter sui progetti di pubblica utilità e ha proposto, tra le cose, che i partecipanti possano essere coinvolti in ambito culturale, per tenere aperti i musei cittadini e la villa delle Muracche, ma anche per recuperare la biblioteca comunale, chiusa da tempo e divenuta magazzino anche di parte del patrimonio dell’ex Colligere.
Luca Tomassoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.