Tortoreto, Postuma si chiama fuori dalle primarie Pd

11 Gennaio 2017

«Lo faccio per favorire una sintesi». Ma il gruppo di Lombi continua a dire no a una consultazione interna al partito

TORTORETO. Mauro Postuma rinuncia alle primarie per ricompattare il Pd di Tortoreto spaccato in due. Restano in corsa in tre nella consultazione "fantasma" con cui il centrosinistra dovrebbe scegliere il candidato per le elezioni comunali primaverili: Mauro Di Bonaventura, Piero Di Nicola e Nicola Ianni. Spiega l'ex consigliere comunale Postuma: «Quando si deve scegliere tra quattro persone, non è facile trovare una sintesi univoca. Al netto dei vari scambi dialettici, anche duri a volte, è abbastanza chiaro che si rischia di perdere di vista l'obiettivo principale, che è quello di preparare una lista competitiva che ci riporti ad amministrare Tortoreto. Ho ritenuto quindi opportuno compiere un passo di lato e ritirare la mia candidatura alle primarie. Questa mia decisione è frutto della mia convinzione che ci sia la necessità di costruire una candidatura forte e unitaria sostenuta da tutto il partito. Una candidatura che abbia un minimo di competenza amministrativa e che riesca a calamitare attorno a sé naturalmente le forze di centrosinistra, ma anche, visto il carattere civico delle liste, quelle persone che abbiano a cuore un'amministrazione diversa dalle precedenti e che sia attenta ai bisogni dei cittadini che sono molti e gravi».

Nonostante il "sacrificio" di Postuma, però, il forte dibattito interno al partito sulle primarie sembra tutt'altro che risolto. La segreteria infatti vuole andare avanti con la consultazione, segnando una svolta rispetto alla decisione del 2014 con cui è stato scelto un candidato sindaco senza passare per le primarie. Dall'altra parte, però, proprio Nicola Ianni si è messo da settimane di traverso, schierandosi contro le primarie all'interno del partito e lasciando aperte le porte ad una consultazione insieme agli eventuali alleati, ma da tenersi solo in una seconda fase. Vicino a Ianni ci sarebbe proprio il candidato scelto nel 2014, Flaminio Lombi, che rappresenta un gruppo importante nel Pd. Negli ultimi giorni, forti sono circolate le voci di una possibile divisione del partito in due parti alle prossime elezioni: una ufficiale più a sinistra, l'altra diretta più verso al centro, magari proprio verso la lista, dichiaratamente alternativa al Partito Democratico, che sta costruendo l'ex sindaco Domenico Di Matteo. Nei prossimi giorni, quindi, il direttivo del Pd tornerà a riunirsi, con lo scopo di trovare quella soluzione di compromesso che finora non sembra essere stata trovata. Poi il segretario Pd Stefania Barlafante dovrà ufficializzare l'organizzazione delle primarie, o la rinuncia alla consultazione. Il conto alla rovescia per l'avvio della campagna elettorale vera e propria è già partito.

Luca Tomassoni

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