Tortoreto rinnova l’illuminazione

15 Dicembre 2017

Al via in gennaio il progetto Paride, i 5 Stelle lo contestano: «Non è vantaggioso»

TORTORETO. Al via a Tortoreto il progetto Paride, che rinnoverà l’illuminazione pubblica. Il progetto europeo fu portato nel Teramano, dove coinvolge 32 comuni, dall’ex assessore provinciale all’ambiente Francesco Marconi, oggi vice sindaco di Tortoreto. Anche per questo la città è considerata una sorta di modello del progetto, con la fase preparatoria già avviata e quella operativa che avrà luogo nei prossimi giorni, probabilmente entro gennaio. A Tortoreto il progetto Paride prevede che la pubblica illuminazione venga gestita per 24 anni dalla ditta Hera Luce, che ha vinto il bando europeo, e che qui ha investito un milione e 800mila euro. Ad Hera il compito di sostituire l’80% dei punti luce cittadini, installando led più efficienti, ma anche riverniciando i pali (in alcuni casi sostituendoli), su cui saranno posizionati anche 16 telecamere e 8 ripetitori del segnale wifi gratuito. Poi la gestione e la manutenzione. Tutto questo, porterà ad un risparmio energetico per il Comune, secondo le previsioni, del 70%.
Dal punto di vista economico, invece, la questione sembra diversa: il canone annuo da versare ad Hera sarà di 487mila euro, cifra non distante dalla spesa finora necessaria per assicurare il servizio, che sarebbe intorno ai 500mila euro annui. È soprattutto su questo che si basa la prima reazione politica negativa, quella del Movimento 5 Stelle: «L’amministrazione non ha fatto alcuna analisi dell’impatto sul bilancio di questo progetto, né ha valutato progetti alternativi: si è limitato a riferire che “all’incirca” non ci sarà effetto sul bilancio. Abbiamo provato a fare noi i conti: il Comune risparmierà circa 4,4 milioni in 24 anni, non ci sembra un buon affare. Un investimento diretto del Comune avrebbe consentito lo stesso risultato in termini tecnici e si sarebbe ripagato in meno di 10 anni, garantendo da quel momento in poi un risparmio secco di 350mila euro l’anno».
Luca Tomassoni
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