Toto Holding: «Ora va rimossa la revoca»

La società: «Il nuovo pronunciamento dimostra che le manutenzioni sono sempre state fatte»
TERAMO. «Questa sentenza dimostra la correttezza di Strada dei Parchi e dei suoi vertici»: così l’avvocato Augusto La Morgia, del collegio difensivo, a fine udienza. Dopo la sentenza Toto Holding in una nota esprime soddisfazione e chiede che venga rimossa la revoca in danno della concessione: «La nuova e ulteriore assoluzione è di grande rilevanza sia perché rappresenta motivo di rassicurazione per tutti gli utenti delle tratte autostradali interessate, sia perché tale esito dei procedimenti penali intentati nei confronti di Strada dei Parchi e dei suoi amministratori smonta in modo incontrovertibile e in via definitiva le ragioni, infondate, che furono poste alla base del provvedimento con cui il Governo precedente ha disposto la revoca in danno della concessione. Infatti, quella norma, mai applicata in altre circostanze pur di fronte ad effettivi accadimenti con gravi conseguenze, si fondava sostanzialmente sulla contestazione che la concessionaria non avrebbe eseguito la dovuta manutenzione ordinaria dei viadotti autostradali, in termini corrispondenti alle ipotesi di reato oggetto dei procedimenti giudiziari. Nel caso di Strada dei Parchi, poi, oltre che inesistenti, quei fatti sono anche del tutto inverosimili. La società – che nel 2001 vinse la gara europea per l’affidamento della concessione della A24 e A25 – fa parte del gruppo Toto, il cui core business è da sempre quello delle costruzioni delle grandi infrastrutture viarie, in particolare autostradali». Per la società: «L’accusa di mancata manutenzione, più che falsa, appare ridicola: la sentenza del tribunale di Teramo, come le precedenti, lo conferma così come la manutenzione è stata effettuata da Strada dei Parchi in modo tale che è stata sempre garantita la sicurezza della circolazione e l’incolumità degli utenti». Dice Cesare Ramadori, ex ad e attuale presidente di Strada dei Parchi: «Alla luce delle esemplari sentenze dei tribunali abruzzesi, occorre che l’onorabilità che i tribunali ci hanno restituito trovi rapidamente corrispondenza nei fatti, prendendo atto delle decisioni della magistratura e ponendo fine e rimedio ai gravissimi danni economici e reputazionali già incolpevolmente subiti dalla nostra società».(d.p.)

