Tra Fratelli d’Italia e Lega lo scontro è totale

Marilena Rossi a Costantini: «Fai autocritica se vuoi essere sostenuto dalla coalizione»
TERAMO. Gli stracci nel centrodestra continuano implacabilmente a volare dopo l’elezione dell’outsider Camillo D’Angelo a presidente della Provincia. Volano in particolare tra Fratelli d’Italia e Lega, ma anche tra due personaggi politici tra i fino a qualche tempo fa c’era un legame molto solido: Paolo Gatti e Jwan Costantini.
La nuova tornata di comunicati polemici si è aperta ieri con una nota di Marilena Rossi, coordinatrice provinciale di FdI, che in replica a una nota di mercoledì di Costantini ha scritto: «La Lega ha ritenuto di rompere la coalizione, di ufficializzare il sostegno a Massimo Vagnoni, salvo poi virare sul D’Angelo, appoggiato da Cinque stelle, Italia viva e dal sindaco di Teramo. Questi sono fatti, certificati dai festeggiamenti scomposti, dai ringraziamenti e, probabilmente anche dallo strapuntino di vice presidente della Provincia. La vittoria del d’Angelo è del tutto legittima, ciò che non è accettabile è il comportamento di un partito che dovrebbe far parte della coalizione, e in particolare di un sindaco che, eletto come civico contro un candidato della Lega, è poi diventato leghista ma si sente evidentemente di non appartenere a una coalizione che pure lo sta sostenendo a Giulianova. Su questo aspetto, come già detto, ci aspettiamo maggiore educazione e rispetto e, passati i fumi inebrianti di una vittoria di Pirro, una fase di autocritica profonda, se e nella misura in cui il sindaco di Giulianova ritenga di voler essere sostenuto dalla coalizione che tanto sembra disprezzare».
Costantini, manco a dirlo, ha controreplicato con una nota al vetriolo: «Se alle elezioni provinciali una rottura nella coalizione c’è stata, la responsabilità è solo e soltanto di Fratelli d’Italia, i cui rappresentanti locali hanno orchestrato un’alleanza con partiti e sigle (Partito Democratico e Azione) a noi estranei. Rispediamo dunque al mittente certe scomposte esternazioni e invitiamo Marilena Gatti, scusate Rossi, a tenere finalmente un atteggiamento responsabile. Le ricordiamo inoltre che le sue oblique intimidazioni ci fanno sorridere e fanno sorridere anche il suo partito con il quale governiamo bene e in maniera stabile in Regione e in tanti Comuni abruzzesi. Solo a Teramo il partito della Meloni ha assunto posizioni in contrasto con la sua storica coerenza. Non vorremmo che prendesse sempre più piede il sospetto che le riflessioni della Rossi siano riconducibili al vero regista delle dinamiche elettorali provinciali, il quale da esterno al partito della Meloni cerca di condizionarlo nelle scelte utilizzando proprio la Rossi. Auspico che Fratelli d’Italia teramana esca al più presto dallo stato di confusione che l’ha portata a preferire il Pd al centrodestra e che si inizi un proficuo percorso che permetta alla nostra coalizione di vincere le elezioni al Comune di Teramo. Per quanto riguarda la maggioranza che amministra Giulianova, posso semplicemente ribadire che essa è forte, produttiva e che continua a lavorare instancabilmente per la città, ».
La stoccata finale del giorno è di Paolo Gatti: «Il sindaco di Giulianova, negli ultimi giorni, mi ha citato più volte: devo essere molto presente nei suoi pensieri e un po’ mi dispiace perché immagino voglia e debba dedicarsi alla sua comunità più che al sottoscritto. Tuttavia, avendomi egli attribuito erroneamente la paternità di una nota del partito di Fratelli d’Italia, e onde evitare che ripeta l’errore, sono costretto a ricordargli che alcuni comunicati, in passato, li ho scritti per lui, su sua richiesta, e molti altri ne ho corretti, anche se non me lo aveva chiesto, con molto piacere e per puro spirito protettivo. Lo invito pertanto ad evitare di citarmi a sproposito, perché la pazienza si alimenta di ricordi del passato fino ad un certo punto, e soprattutto perché tengo a che non si distragga dal suo alto compito di amministrazione della città di Giulianova, men che meno per occuparsi del sottoscritto, che in fondo, ed evidentemente, poco ha contribuito alla sua crescita umana e politica».

