Tra Imu e Tari ogni anno 1,3 milioni da recuperare

Dal 2014 a oggi è questa la somma degli accertamenti previsti dal Comune L’assessore Verdecchia: «Dobbiamo assolutamente recuperare questi soldi»
GIULIANOVA. Cinquecentomila euro di accertamenti Imu e circa ottocentomila di mancato incasso della Tari, ogni anno, dal 2014 a oggi. È la situazione attuale del Comune di Giulianova, evidenziata dall’assessore al bilancio Katia Verdecchia, che conferma come il 2020 sarà l’anno della lotta all’evasione. L’obiettivo primario del Comune è quello di recuperare l’Imu. «Nel bilancio 2020 abbiamo inserito appunto 500mila euro di accertamenti Imu, oltre ai 7 milioni 400mila euro di incasso già previsti», spiega Verdecchia, «e grazie a uno specifico software che acquisteremo, grazie al riscontro e incroci di dati, porteremo alla luce l’elusione e l’evasione. Questo software, infatti, ci permetterà di consultare la banca dati dell’Agenzia delle entrate». La lotta all’evasione permetterebbe al Comune di abbassare la pressione fiscale sui cittadini. «Tutti devono pagare», dice Verdecchia, è giusto che sia così, altrimenti ridurre le tasse è dura. Il nostro obiettivo per gli anni futuri è quello, e dunque l’evasione bisogna combatterla». Oltre l’Imu, c’è anche il problema dei terreni: pare infatti che in molti casi le aree con possibilità edificatorie vengano denunciate come agricole o non edificabili, con valore di gran lunga inferiore dunque rispetto a quello di mercato, e per il Comune, di conseguenza, gli incassi sono minori. C’è poi il discorso sulla Tari, la tassa sui rifiuti, dove c’è un problema di mancato incasso: ogni anno infatti, dal 2014 a oggi, mancano 800mila euro annui, e il fondo crediti di dubbia esigibilità del Comune lievita. «Dobbiamo assolutamente recuperare quelle somme», aggiunge Verdecchia, «e pare che ci sia consentito dalla nuova legge finanziaria, che ha accelerato la possibilità di mandare accertamenti da parte dei Comuni». Se è vero che molti evadono la Tari consapevolmente, per altri è difficile pagare per la situazione economica. «Sì, è vero», conferma Verdecchia, «ma noi abbiamo anche un’altra problematica sulla tari, ovvero la gestione privatistica da parte dei balneatori e albergatori del consorzio Coba, che versano solo la quota fissa e non quella variabile, e che determinano questi mancati incassi sulla Tari». Un problema, questo, che va avanti ormai da aprile 2015, quando l’assessore al bilancio era sempre lei.
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