Traffico di motori rubati Condannato Silvestri

15 Aprile 2016

Tre anni e 6 mesi all’ex presidente della Santegidiese calcio giudicato colpevole di ricettazione e riciclaggio. Assolto il cugino: per i giudici non sapeva nulla

TERAMO. Un’altra condanna per l’ex presidente della Santegidiese calcio Claudio Silvestri, imprenditore nel settore delle autodemolizioni, che ieri è stato riconosciuto colpevole dal tribunale di Teramo dei reati di ricettazione e riciclaggio. Per queste imputazioni il tribunale – presieduto da Flavio Conciatori, a latere Enrico Pompei e Lorenzo Prudenzano – gli ha inflitto una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione, al pagamento di una multa di duemila euro e all’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici.

La vicenda per la quale è stato processato – Silvestri era difeso dall’avvocato Paola Pedicone – risale al 2011 e riguarda un traffico di motori e altri componenti di auto provenienti da vetture rubate che l’imprenditore avrebbe acquistato per la sua azienda “Abruzzo demolizioni” di Sant’Egidio alla Vibrata, pur essendo consapevole della loro provenienza illecita. In particolare era stato rinviato a giudizio perché ritenuto responsabile dell’acquisto di un motore proveniente da un Fiat Doblò, di un motore Land Rover, di un gruppo cambio di una vettura Audi e degli inserti cruscotto provenienti da altre due auto, tutte risultate rubate. In alcuni caso Silvestri, sempre secondo le accuse, avrebbe alterato i numeri di matricola dei motori e i codici a barre degli altri componenti ed è per questo motivo che oltre alla ricettazione è stato condannato anche per il reato di riciclaggio.

Nello stesso processo era imputato anche il cugino Biagio Silvestri, dipendente della “Abruzzo demolizioni” che doveva rispondere degli stessi fatti commessi in concorso con il suo parente. Biagio Silvestri – difeso dall’avvocato Gennaro Cozzolino, e imputato a sua volta di ricettazione e riciclaggio – è stato assolto poiché il tribunale, come è emerso nel corso del dibattimento, lo ha ritenuto estraneo alla gestione dell’azienda del cugino, essendo solo un dipendente della ditta di demolizioni. Non sarebbe stato quindi lui a decidere dell’acquisto dei motori e degli altri componenti di provenienza furtiva.(e.a.)

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