Traffico oli esausti, coinvolta ditta teramana

11 Marzo 2023

Società di Martinsicuro nell’inchiesta di Ancona, gli inquirenti ipotizzano interessi della camorra

TERAMO. C’è anche una ditta di Martinsicuro coinvolta nella maxi inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona su un presunto traffico illecito di oli esausti. L’indagine, portata avanti dai carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico), è nata dalla segnalazione di vari furti di olio vegetale esausto dai contenitori di alcune località marchigiane. Nella giornata di ieri sono state seguite misure cautelari (tutti obblighi di dimora) a carico di otto persone, residenti in Campania e Marche. Gli indagati hanno tra i 29 e i 60 anni, alcuni hanno precedenti per le violazioni di natura ambientali e di gestione dell'attività illecita di rifiuti, nonché di criminalità organizzata. I reati ipotizzati sono furto aggravato, attività organizzata di traffico illecito di rifiuti, concorrenza illecita in concorso tra loro e con l'aggravante del metodo mafioso. L'attività criminale, secondo gli investigatori del Noe, aveva la finalità di agevolare il sodalizio camorristico del clan Moccia, attraverso l'intestazione delle compagini sociali, anche con ingenti illeciti profitti, conseguiti dalle aziende coinvolte. Secondo l’accusa ditte dislocate tra le Marche (per lo più nella fascia litoranea sud, Grottammare), l'Abruzzo (Martinsicuro) e Campania (Afragola, Casoria e Napoli), raccoglievano illecitamente l'olio esausto dai contenitori di raccolta, danneggiandoli, oppure in sedi commerciali, senza le previste autorizzazioni. L'olio trafugato veniva poi stoccato in uno stabilimento di Grottammare e poi trasportato in altre ditte fuori regione, senza la documentazione prevista e con una totale assenza di tracciabilità del rifiuto.