Travolto e ucciso, sotto accusa l’incrocio lasciato nel degrado

NERETO. Renato Marinucci è stato ucciso due volte: dall'auto che non l'aveva visto attraversare e dall'incuria di quel crocevia maledetto. Dimenticato, e non da ieri, da Provincia e Comune. Oggi,...
NERETO. Renato Marinucci è stato ucciso due volte: dall'auto che non l'aveva visto attraversare e dall'incuria di quel crocevia maledetto. Dimenticato, e non da ieri, da Provincia e Comune. Oggi, alle 15, la famiglia del pensionato di 71 anni di Nereto gli darà l'estremo saluto nella chiesa del Suffragio ma, nel contempo, le domande sono tante per quel sacrificio umano che forse si poteva evitare. Non sarà passato inosservato alla polizia stradale un semaforo "rottame", non a norma, tornato a lampeggiare da poco. Come pure le strisce pedonali totalmente cancellate, i marciapiedi inesistenti, un'illuminazione pubblica che fa dei pedoni delle ombre. Chissà quando partirà un progetto di riqualificazione della pubblica illuminazione in quel tratto. Forse mai, visto che Nereto non è entrata nel progetto Paride. Da sempre viale Europa non ha santi in paradiso. Destra e sinistra non ci hanno messo mano per la solita storia dei soldi che non ci sono e per i rimpalli di competenze fra Provincia e Comune. E, oltre alle decine di incidenti, c'è scappato stavolta pure il morto. Quel semaforo è stato vandalizzato tempo fa. Qualcuno rubò, tagliando i cavi, la centralina e le lanterne smembrandolo. Poi un piccolo intervento ha riacceso il lampeggio. A breve la riqualificazione, finalmente, con la Provincia che rifarà tappetino e segnaletica orizzontale e il Comune che deve trovare almeno settemila euro per un nuovo e moderno impianto a norma. Ma di marciapiedi nemmeno a parlarne. Non ci sono i soldi a Nereto, che invece Corropoli e Controguerra trovarono con il progetto europeo denominato "Pedone sicuro" realizzando banchine salvagente, come lungo la Sp 259. (adp)
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