Tre società interessate al polo di Grasciano

17 Febbraio 2016

Sopralluogo di Gerardini e dei sindaci: l’impianto non può smaltire l’organico se non si mette in regola

GIULIANOVA. All’acquisizione del polo tecnologico di Grasciano sarebbero interessati almeno tre privati, tra cui un paio provenienti dal Nord Italia. A confermarlo è stato Franco Gerardini, responsabile del settore rifiuti della Regione che, proprio ieri mattina, ha effettuato un sopralluogo insieme ai sindaci dei Comuni soci del Cirsu. «Dei privati vedono con interesse il polo tecnologico», ha dichiarato Gerardini, «Questo potrebbe garantire una continuità di gestione, anche se chiunque entrerà dovrà fare investimenti. Gli impianti devono essere gestiti bene, sia per la tutela ambientale che per la salvaguardia della salute dei cittadini».

Gerardini, che si è fermato a parlare con un gruppo di ex lavoratori Sogesa che protestavano alle porte degli impianti, ha anche chiarito che il settore per lo smaltimento dell’organico del Cirsu, chiuso con una sua disposizione lo scorso 27 gennaio, non potrà riaprire se prima il Consorzio stabile ambiente (Csa) non avrà ottemperato a tutte le prescrizioni dell’Arta. «Al momento non ci sono le condizioni per riaprire il settore dell’organico», ha affermato il dirigente, «Oggi abbiamo solo valutato e visionato gli interventi realizzati e quelli ancora da compiere». La ditta deve ancora potenziare il sistema di aspirazione, responsabile del cattivo odore e finire le coperture e le compartimentazioni dei diversi ambienti, separando così le tipologie di rifiuti. Nella prossima riunione che si terrà in Regione verrà stilato un cronoprogramma che la Csa dovrà rispettare, e che coprirà un lasso di tempo lungo 4-6 mesi. «L’impianto è stato gestito in maniera maldestra», ha concluso Gerardini, «Ora si tratterà di sapere se può essere salvato, se può essere riattivato e se sarà possibile mantenere gli impegni con le maestranze. Bisognerà inoltre completare la nuova discarica». La Regione dovrà anche stabilire se l’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, potrà essere trasferita in capo alla nuova ditta, essendo il Cirsu dichiarato fallito dal tribunale di Teramo nel settembre scorso. Se il settore dell’organico potrà riaprire si saprà quindi il 27 febbraio, al termine dei 30 giorni indicati dal dirigente. Al sopralluogo erano presenti i sindaci di tutti i Comuni soci Cirsu tranne il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, che ha delegato il tecnico Valeria Iaconi.

«Nel corso della mattinata», ha tenuto a chiarire Mirko Rossi, consigliere comunale di Mosciano, «Gerardini nulla ha detto ai presenti in merito ad interessamenti di privati, eventualità che atterrebbe esclusivamente alla procedura fallimentare e nulla avrebbe a che vedere con la Regione Abruzzo. L’impianto Cirsu deve avere un ruolo centrale, soprattutto per il trattamento della frazione indifferenziata, all’interno della nuova pianificazione regionale di gestione dei rifiuti come soggetto pubblico attuatore di piano». (m.t.)

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