Tremila lavoratori travolti dall’emergenza

12 Marzo 2020

Benintendi (Cisl): «Serve subito un sostegno per interinali, ambulanti, cuoche e assistenti nelle scuole»

TERAMO. Tremila i lavoratori, circa, hanno immediato bisogno di strumenti di sostegno al reddito in provincia di Teramo. L’emergenza coronavirus ha avuto immediate ripercussioni su interinali, ambulanti a alcuni tipi di personale scolastico.
«Per il lavoro interinale è stato sottoscritto un accordo a livello nazionale per utilizzare il fondo di solidarietà che mette a disposizione 10 milioni di euro prevedendo due forme di cassa integrazione in deroga», spiega Fabio Benintendi, segretario generale della Cisl, «questo strumento è alternativo rispetto alle misure che andrà a prevedere il governo. Anche in provincia ci sono casi di lavoratori interinali non confermati. Altra categoria colpita parecchio sono gli ambulanti: sono diverse centinaia in provincia, visto che praticamente tutti i mercati e le fiere sono stati sospesi. Abbiamo scritto al Mise per chiedere l'estensione degli interventi normativi a questi lavoratori, soprattutto sul pagamento di imposte, mutui, agevolazioni ai crediti. Confidiamo nel prossimo decreto, che dovrebbe essere approvato nel fine settimana, anche per gli appalti scolastici: assistenti educative, operatrici di mense e scuolabus. Le prime due tipologie non percepiscono retribuzione se le scuole restano chiuse: sono diverse centinaia di persone. Per alcune di queste categorie è previsto il Fis (fondo di integrazione salariale, ndr) che prevede una copertura retributiva parziale e subordinata a quanto versato dalla aziende (i cosiddetti fondi a capienza). Anche per queste categorie aspettiamo con molta attenzione quello che decide il governo: il rischio è che se si prolunga la chiusura non ci saranno abbastanza fondi nel Fis per coprire il periodo». Nel limbo ci sono tante altre categorie: da chi lavora negli studi professionali a chi lavora nei cinema, ad esempio. Bisognerà poi capire se l’ammortizzatore in deroga riguarderà tutte le categorie produttive, come accaduto in passato. E anche le microimprese, quelle con meno di cinque dipendenti, perchè il sentore è che non saranno considerate.
Più in generale, Cgil, Cisl e Uil di Teramo hanno chiesto alla prefettura l’attivazione di un tavolo di monitoraggio sull’impatto dell’emergenza coronavirus. «In particolare sono da monitorare le aziende impegnate nell'export. Se si bloccano i rapporti commerciali con l'estero la situazione diventa molto problematica», sottolinea Benintendi.
Il sindacalista fa anche una riflessione sull’applicazione delle prescrizioni di tipo sanitario. «Che ci sia un decreto l'abbiamo capito, il problema è come si riesce, nelle realtà pubbliche e private, a dare seguito alle prescrizioni. Chiediamo che quantomeno gli accorgimenti minimi vengano adottati in maniera uniforme, per garantire ai lavoratori il rispetto degli standard minimi previsti dal decreto. C'è molta confusione. L'appello è ad attuare le prescrizioni, ma dove c'è qualche difficoltà bisogna farle emergere e valutare se e come si può andare avanti con la produzione». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .