Tribuiani: «In lidi e hotel servirebbero più dispositivi»

ALBA ADRIATICA. Il giorno dopo la caduta del fulmine, ad Alba Adriatica ci s’interroga e si dibatte sulla questione sicurezza. È corretto dire che la donna più grave è ancora in vita perché i...
ALBA ADRIATICA. Il giorno dopo la caduta del fulmine, ad Alba Adriatica ci s’interroga e si dibatte sulla questione sicurezza. È corretto dire che la donna più grave è ancora in vita perché i soccorsi sono stati tempestivi? Considerato che il primo defibrillatore è arrivato sul posto dopo un quarto d’ora, e che le ambulanze sono arrivate dopo 20-25 minuti, forse no. Non ci fosse stato il turista ex volontario del soccorso, probabilmente oggi staremmo piangendo una giovane donna.
Al Piccolo Chalet, ieri mattina, c’era anche l’assessore al turismo del Comune albense Paolo Tribuiani. Il quale, stimolato dal Centro sul tema, innanzitutto tiene a sottolineare che «Alba è città cardioprotetta, una delle prime: nel 2022 la nostra amministrazione ha installato dieci defibrillatori sul territorio comunale e uno di questi è stato portato in spiaggia da un ragazzo per soccorrere la signora. Tuttavia, senza accusare nessuno, è il caso di riflettere sui tempi di arrivo delle ambulanze e sul fatto che stabilimenti balneari e alberghi, che in questa stagione accolgono centinaia di persone ogni giorno, dovrebbero dotarsi di defibrillatori a spese proprie. Questa mi sembra la base del fare turismo».(d.v.)

