Tribuiani: vanno date garanzie ai lavoratori della Patrimonio

GIULIANOVA. Il consigliere comunale indipendente Pietro Tribuiani si domanda: «Quali garanzie per i lavoratori della municipalizzata Giulianova Patrimonio?». Un interrogativo serio e pesante, al...
GIULIANOVA. Il consigliere comunale indipendente Pietro Tribuiani si domanda: «Quali garanzie per i lavoratori della municipalizzata Giulianova Patrimonio?». Un interrogativo serio e pesante, al quale risponde lo stesso ex candidato sindaco del centrodestra: «Ormai non passa settimana che il sindaco Costantini non rilanci il messaggio che le maestranze della controllata possono stare tranquille in quanto sarà salvaguardato il loro posto di lavoro. Noi ribadiamo che ai proclami o alle promesse del sindaco preferiamo i fatti concreti, anche perché se dovessimo elencare tutti gli annunci e le dichiarazioni di Costantini negli ultimi anni poi smentiti non troveremmo spazio in questa comunicazione».
Ancora Tribuiani sottolinea: «I lavoratori della Giulianova Patrimonio non sono affatto tranquilli. Ultimamente ho ricevuto diversi messaggi in cui gli stessi mi chiedono pubblicamente di far sentire la loro voce non potendo esporsi in prima persona per timore di ritorsioni e non si fidano delle rassicurazioni di questa amministrazione e temono per il loro futuro». Tribuiani ribadisce con forza: «Una cosa deve essere chiara e di dominio pubblico: nel piano di risanamento della municipalizzata, approvato dalla maggioranza in consiglio comunale, ma che deve essere ancora esaminato dalla Corte dei Conti, la parte più delicata riguarda le numerose dismissioni con relative esternalizzazioni dei servizi mediante gara d’appalto e quindi affidando i servizi a privati. E qui arriviamo al punto. I diversi lavoratori con contratto a tempo indeterminato per poter continuare il loro impegno tramite i nuovi soggetti dovranno licenziarsi dalla Giulianova Patrimonio attraverso dimissioni volontarie. A quali condizioni verranno riassunti? Fino a quando sarà tutelato il rapporto di lavoro? Che garanzie avranno?».
Alfonso Aloisi
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