Tribunale, assolti i presunti assenteisti

5 Ottobre 2023

Sentenza favorevole a cinque dipendenti che erano tutti accusati di truffa aggravata. Il giudice: «Il fatto non sussiste»

TERAMO. Le accuse di assenteismo si sgretolano davanti al giudice che assolve con la formula più ampia del fatto non sussiste. La sentenza di un rito abbreviato emessa dal gup Roberto Veneziano segna l’epilogo della vicenda di alcuni dipendenti del tribunale teramano imputati di truffa aggravata. È la seconda sentenza di assoluzione che arriva per questa vicenda dopo quella emessa ad aprile nei confronti di altri due e per cui nei giorni scorsi la Procura ha fatto ricorso in Cassazione per saltum (senza andare in Appello) solo per una ipotesi di reato legata all’uso del badge.
Tutti i sette impiegati erano finiti sotto inchiesta per presunti episodi di assenteismo sul luogo di lavoro: secondo la Procura in alcune occasioni avrebbero timbrato il cartellino e poi si sarebbero allontanati dagli uffici per scopi personali (fatti del 2021). Un fascicolo, quello del pubblico ministero Stefano Giovagnoni, che durante le indagini si è diviso: per due indagati la Procura aveva fatto al richiesta di rinvio a giudizio (i due dipendenti assolti ad aprile sempre al termine di un rito abbreviato) e per gli altri cinque c’era stata la richiesta di archiviazione. Richiesta di archiviazione, quest’ultima, respinta all’epoca dal gip Marco Procaccini con gli atti rinviati al pm per una imputazione coatta. In un passaggio dell'ordinanza con cui all’epoca è venne rigettata richiesta di archiviazione Procaccini ha scritto: «Emerge una vicenda particolarmente grave e particolarmente allarmante in cui i pervenuti, tutti dipendenti pubblici del sistema giustizia, giammai per ragioni di servizio, ma ai soli fini del soddisfacimento di esigenze del tutto personali e completamente slegate dal rapporto di impiego, in buona sostanza, facevano risultare la propria presenza in servizio quando, invece, erano impegnati in attività che, con il servizio istituzionale, nulla avevano a che fare, così cagionando un nocumento patrimoniale allo Stato e, in ogni caso, incidendo sull'organizzazione dell'ente».
Tutti i dipendenti indagati erano accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato e del reato previsto dall'articolo 55 quinquies del decreto legislativo 165 del 30 marzo 2001, specifico per i dipendenti pubblici, che attiene la falsa attestazione della presenza sul luogo di lavoro mediante l'alterazione di sistemi di rilevamento della presenza o mediante altre modalità fraudolente.
Il giudice ieri ha assolto (anche la Procura aveva chiesto l’assoluzione) perché il fatto non sussiste per la truffa e per il falso. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Gennaro Lettieri, Guglielmo Marconi, Arcangela Tardio, Nicola Rago e Fabrizio Silvani. Motivazioni tra 90 giorni.
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