«Troppi ritardi ma ora sfruttiamo il possibile»

26 Agosto 2020

TERAMO. «È il momento della responsabilità e del coraggio». Il giorno dopo la cerimonia ad Amatrice, con la presenza del premier Giuseppe Conte, per il quarto anniversario della tragedia del...

TERAMO. «È il momento della responsabilità e del coraggio». Il giorno dopo la cerimonia ad Amatrice, con la presenza del premier Giuseppe Conte, per il quarto anniversario della tragedia del terremoto del Centro Italia il sindaco Gianguido D’Alberto lancia un «messaggio di speranza».
I numeri, elencati anche nel corso della commemorazione sul luogo simbolo del sisma di quattro anni fa, hanno messo in luce ancora una volta la lentezza esasperante della ricostruzione. «I dati sono gravemente insufficienti», osserva il primo cittadino, che è anche presidente regionale dell’associazione dei Comuni, «e la protesta delle famiglie di Amatrice, pur nelle diverse condizioni per gli effetti devastanti del terremoto in quella zona, rappresenta la voce dei cittadini di tutto il cratere». D’Alberto sottolinea l’ammissione di responsabilità fatta da Conte. «È importante che abbia preso coscienza di quello che non ha funzionato, ma quante volte abbiamo evidenziato i problemi di un impianto normativo sbagliato?», precisa il sindaco, «è triste che si capisca oggi, dopo quattro anni». Il primo cittadino rivendica, a nome dei colleghi del cratere, le ripetute sollecitazioni allo snellimento delle procedure, rimaste a lungo lettera morta.
Gli ultimi decreti e l’avvento di Giovanni Legnini nel ruolo di commissario alla ricostruzione, però, hanno impresso una prima svolta. «Bisogna continuare a spingere sull’emergenza sisma come priorità di governo», osserva, «ma dobbiamo sfruttare gli strumenti che ora ci sono, anche se ne servono altri». La gestione dell’emergenza secondo lui è a un bivio: «La protesta rimane un elemento importante anche per l’accertamento delle responsabilità politiche che verranno fuori se ce ne sono, è necessario però sfruttare quel che abbiamo a disposizione».
D’Alberto è convinto dell’efficacia dell’ordinanza 100 del commissario che attribuisce maggiori funzioni ai tecnici nello snellimento delle procedure della ricostruzione privata. «Nella fase iniziale sono state registrate resistenze e difficoltà di attuazione sia nel pubblico che da parte dei professionisti nell’adattamento al nuovo sistema», osserva, «ma è l’unica strada per sbloccare la situazione». Il sindaco sollecita i tecnici a presentare le pratiche svincolando quest’adempimento dalla scadenza dei termini per la richiesta del contributo di autonoma sistemazione e auspica da parte di Comuni e uffici speciali un approccio diverso alle istanze, «che non entra nei dettagli, ma svolge una funzione di verifica complessiva». Solo così, secondo lui, e con un ulteriore incremento del personale assegnato ai Comuni, i numeri della ricostruzione privata cresceranno in fretta. «È una responsabilità di tutti», conclude, «noi siamo pronti a fornire ai professionisti tutte le informazioni e il supporto di cui avranno bisogno». (g.d..m.)