Troppo cloro nell’acqua, ma si può bere

Superati i limiti di trialometani a Martinsicuro, Tortoreto e Roseto. Vertice in prefettura, la Asl assicura che è potabile
MARTINSICURO. Vertice notturno in prefettura per un eccesso di cloro nell’acqua. Semplificando è quanto accaduto alle 23 di giovedì, quando il Sian (servizio igiene degli alimenti e della nutrizione) della Asl ha allertato Ruzzo e prefettura sul leggero sforamento dei valori di trialometani dell’acqua prelevata nei fontanini di Martinsicuro, Roseto e Tortoreto. In particolare nelle analisi del 21 dicembre erano presenti 44 microgrammi per litro a Martinsicuro e Tortoreto e 35 a Roseto.
Di questo sforamento, giovedì sera, sono stati avvisati i sindaci, che hanno chiesto che si doveva fare. Sostanzialmente niente, è stato risposto loro dalla Asl, visto che l’acqua è assolutamente potabile. Infatti, come spiega la stessa responsabile del servizio della Asl, Maria Maddalena Marconi, nella lettera a Ruzzo, sindaci e prefettura «i trialometani si formano nelle acque trattate per la disinfezione con il cloro».
A spiegare l’accaduto è il presidente del Ruzzo Antonio Forlini. «Il potabilizzatore è in esercizio perchè sono ancora “a scarico” le captazioni del laboratorio del Gran Sasso (che corrispondono a 90 litri al secondo, ndr) e poi perchè a causa del freddo le sorgenti non hanno una gran portata. Nei giorni scorsi le precipitazioni hanno intorbidito acqua in entrata al potabilizzatore per cui è stata necessaria una preclorazione delle acque in ingresso al potabilizzatore. E l'utilizzo del cloro può generare la formazione di trialometani, soprattutto nelle parti terminali della rete in cui l'acqua tende a rimanere più a lungo».
Ma in realtà visto che dalle analisi che fa il Ruzzo per proprio conto era emerso un aumento dei valori, già dalla mattina di giovedì l’acqua proveniente dal potabilizzatore non era stata immessa nella rete «Ma nella rete c’erano ancora delle tracce», aggiunge il presidente, «che però, nelle nostre analisi, sono poi scomparse. E abbiamo chiesto al laboratorio di fare analisi con due macchinari incrociati». Dalle analisi dell’Arta i valori risultano rientrati nella norma a Roseto e Tortoreto e leggermente al di sopra a Martinsicuro. Il limite di legge, in Italia, è di 30 milligrammi per litro, in Europa 100 per litro. Per l’Arta solo a Martinsicuro ieri era di 33, negli altri due centri al di sotto di 30. Peraltro il Ruzzo ha scaricato anche i terminali per accelerare il ricambio dell’acqua.
«Quello che dispiace», puntualizza Forlini, «è che il nostro impianto potabilizzazione è dotato di impianto di pretrattamento all'ozono che eviterebbe di usare il cloro, ma da due anni attendiamo invano l’autorizzazione della Asl ad usarlo. E per questo dobbiamo ricorrere al cloro incorrendo in questi inconvenienti mentre l’uso di quell'impianto migliorerebbe radicalmente la qualità dell’acqua».Comunque sia, ora l’acqua del potabilizzatore è stata reimmessa nella rete: nella giornata di fermo sono state consumate le riserve nelle vasche di San Pietro che contengono 60mila metri cubi di acqua. (a.f.)
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