Trovati operai in nero, la Finanza chiude due opifici

4 Giugno 2019

NERETO. All’interno degli opifici tessili lavoravano operai senza assunzione, quindi sconosciuti al Fisco ma anche privi di coperture in caso di infortunio sul lavoro. A scoprirli sono stati la...

NERETO. All’interno degli opifici tessili lavoravano operai senza assunzione, quindi sconosciuti al Fisco ma anche privi di coperture in caso di infortunio sul lavoro. A scoprirli sono stati la guardia di finanza di Nereto e l’Ispettorato territoriale del lavoro di Teramo in un controllo congiunto a Nereto. Nel mirino sono finite due aziende poco distanti l’una dall’altra. Complessivamente sono stati accertati circa quindici lavoratori in nero. Visto il numero dei “dipendenti” non in regola, Finanza e Itl hanno proceduto alla sospensione delle due attività. La normativa prevede, infatti, che scatti la maxi sanzione quando il numero degli irregolari supera del 20 per cento quello del personale impiegato assunto. È possibile riprendere l’attività pagando la maxi sanzione ma nel contempo il personale in nero deve essere assunto per non meno di tre mesi. Spetterà all’Itl emettere le sanzioni, che hanno una media di duemila euro per ogni lavoratore tenuto non in regola. Le due aziende del settore tessile sono gestite da un italiano e da un cinese. I lavoratori non in regola sono in maggioranza stranieri.
Sempre gli uomini della tenenza di Nereto, coordinati dal luogotenente Matteo Tenace, hanno effettuato controlli al commercio a Nereto in occasione della fiera delle ciliegie che si è svolta domenica. I finanzieri hanno sequestrato capi di abbigliamento non tracciati e privi di etichettatura. (a.d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .