Trovato con i pc rubati nella scuola del terremoto

È residente a Martinsicuro uno dei due stranieri bloccati con i computer di Acquasanta. Anche Mattarella ne aveva parlato: «Un’offesa all’Italia»
MARTINSICURO. Di quei computer rubati nella scuola media di Acquasanta Terme, l’unica agibile dopo il terremoto, aveva parlato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Perchè per il capo dello Stato quel furto era «un’offesa all’Italia, un tentativo odioso di rubare il futuro ai ragazzi». E ieri tanta è stata l’emozione della preside Patrizia Palanca quando i carabinieri del reparto operativo di Ascoli, agli ordini del maggiore Luigi Dellegrazie, le hanno riconsegnato otto dei dieci pc ritrovati nella macchina di un albanese residente a Martinsicuro e nella casa di un macedone residente nel Piceno. I due, che hanno detto di non conoscere la provenienza dei computer, sono stati denunciati per ricettazione.
Il furto era avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 settembre nella scuola i inaugurata pochi giorni prima, il primo edificio scolastico riaperto dopo il terremoto del 24 agosto. Ne aveva dato notizia il sindaco di Acquasanta Sante Stangoni che aveva definito il gesto: «Un atto di sciacallaggio infame». Ieri dopo il ritrovamento dei pc è stato ancora il sindaco a parlare: «Posso dire che lo Stato esiste e che il cittadino è tutelato», ha detto ringraziando, «i carabinieri, la polizia, il prefetto e il questore». Sul furto era intervenuto anche il ministro dell'istruzione, Stefania Giannini, che lo aveva definito «un atto di vergognoso sciacallaggio» aggiungendo di aver «subito attivato la task force del Miur, impegnata nelle aree del terremoto, affinché i ragazzi possano avere al più presto nuovi pc grazie alle donazioni che stiamo ricevendo. In tanti si sono già offerti di collaborare. Metteremo a frutto questa generosità per poter ridare agli studenti di Acquasanta quanto gli è stato tolto».
Ma le indagini scrupolose dei carabinieri del reparto operativo, agli ordini del maggiore Dellegrazie, hanno permesso di trovare la pista giusta per recuperare i computer. Nei giorni scorsi, infatti, hanno bloccato il 38enne albanese residente a Martinsicuro, un manovale, con uno dei computer rubati in macchina.
L’uomo è stato fermato a Spinetoli e da lui i militari ben presto sono arrivati al macedone 58enne residente a Stella di Monsapolo. Nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato due dei computer rubati nella scuola di Acqusanta e successivamente, sempre nella disponibilità dell’uomo, sono stati trovati altre cinque pc. I due sono stati denunciati per ricettazione, ma indagini serrate sono in corso per accertare se siano stati loro ad entrare nella scuola di Acquasanta Terme©RIPRODUZIONE RISERVATA

