Trovato il relitto dell’Eliana È a tre miglia dal porto giuliese

Il natante si trova vicino all’allevamento di cozze. È stato avvistato dal titolare dell’impianto Nel naufragio del motopesca, avvenuto il 25 luglio scorso, morirono Elia Artone e Carlo Mazzi
GIULIANOVA. Localizzato a poco meno di tre miglia dalla costa il relitto del motopeschereccio Eliana affondato nel primo pomeriggio del 25 luglio, in cui hanno perso la vita il comandante-armatore Elia Artone e il marittimo Carlo Mazzi. Il ritrovamento è avvenuto quasi per caso nel pomeriggio inoltrato di sabato scorso grazie all’occhio attento del proprietario dell’azienda “Nuova Mitili srl” di San Benedetto del Tronto, titolare dell’impianto di allevamento di cozze al largo del porto di Giulianova, l’area dove si presumeva fosse avvenuto il naufragio. Il relitto si trova vicino alla penultima fila nord-est dell’allevamento. In quello specchio di mare l’acqua è resa poco trasparente per la presenza di sedimenti di fango con visibilità scarsissima, come afferma Giuseppe Di Filippo, presidente dell’associazione dei subacquei Up and Down. In quel punto la profondità del mare è di 12-13 metri. Dopo l’avvistamento è stata informata la guardia costiera di Giulianova che, con il comandante Clarissa Torturo, ha eseguito immediatamente le dovute verifiche attraverso i sub dei vigili del fuoco di Teramo. Del ritrovamento è stata messa a conoscenza la Procura della Repubblica di Teramo che nella giornata di oggi, salvo complicazioni, dovrebbe emanare l’ordinanza di recupero del natante. Un’operazione che servirà anche per stabilire con certezza tecnica le cause dell’affondamento del motopeschereccio Eliana. Nell’ultima telefonata prima del naufragio, mentre il mare era in burrasca, i marittimi a bordo dell’Eliana avevano detto ai familiari che avevano difficoltà a salpare le reti, che forse si erano impigliate, e questa circostanza potrebbe avere influito nell’affondamento del natante. Oggi, con molta probabilità, saranno i sommozzatori della guardia costiera di San Benedetto del Tronto ad immergersi per stabilire l’esatta posizione del natante ed eventuali ostacoli che potrebbero rallentarne il recupero. Un’operazione che può essere eseguita solo da mezzi navali specializzati e che potrebbe richiedre molto tempo. Intanto, la società armatrice pare abbia ricevuto una diffida dovuta da parte della Guardia Costiera a recuperare, a fini ambientali, lo sversamento in atto del gasolio e del carburante ancora presente nei serbatoi, oltre all’olio lubrificante. Vincenzo Staffilano, rappresentante locale di Federpesca e consulente della famiglia Artone, si è già messo in movimento per ottemperare alla diffida. Sono state interpellate alcune ditte specializzate in azioni anti-inquinamento marino che dovrebbero assicurare la richiesta professionalità per eseguire correttamente l’operazione.
Alfonso Aloisi
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