Trovato il romeno sparito: è stato ucciso

29 Marzo 2022

Il corpo del 47enne senzatetto era nascosto sotto inerti nello stesso edificio in cui dormiva. Colpito più volte alla testa

MARTINSICURO. La certezza che tutti temevano è arrivata con la violenza dirompente di un omicidio.
Il corpo di Cristian Muntaniu, il 47enne romeno sparito da più di due settimane e solo da pochi giorni al centro di ricerche, è stato trovato al piano interrato dell’edificio mai ultimato che si trova alle spalle del centro commerciale Il Grillo di Villa Rosa, a pochi metri da quello che da tempo era diventato il suo rifugio di senzatetto. Tra rifiuti, un vecchio materasso e cartoni. Un corpo in stato di decomposizione, con una profonda ferita alla testa e tante altre al viso, all’addome, alle braccia. Chi l’ha ucciso lo ha fatto nell’area che si trova sopra e poi ha trasportato il corpo da un piano all’altro coprendolo con inerti e lastre di catrame, di quelle che solitamente si trovano nei cantieri. Nessuno ha notato quel cumulo comunque insolito di materiale, nessuno si è allarmato per l’odore: a trovare il cadavere sono stati i cani molecolari dei carabinieri di Bologna che ieri hanno perlustrato tutto il vecchio edificio.
UCCISO almeno
due settimane fa
Il come e il quando dell’omicidio arriverà dall’esito dell’autopsia che nelle prossime ore il pm Andrea De Feis (ieri sul posto) affiderà al medico legale Cristian D’Ovidio che già ha fatto una ispezione esterna del cadavere fornendo una prima certezza: la morte risale ad almeno venti giorni fa, ovvero da quando il 47enne non si è più visto davanti al centro commerciale dove tutti i giorni chiedeva l’elemosina, dove c’era chi lo aiutava portandogli vestiti e cibo. E c’è un’altra certezza scandire la cronaca e gli atti del fascicolo giudiziario: l’uomo è stato ucciso nel posto in cui ogni notte trovava rifugio così come da mercoledì scorso hanno capito investigatori e inquirenti quando si sono trovati di fronte quel vecchio materasso intriso di sangue con gli schizzi arrivati su pareti e soffitto a tratteggiare, almeno ipoteticamente, le prime dinamiche e ricostruzioni di investigazioni scientifiche. A cominciare non solo dagli schizzi ma anche da quelle macchie allargate sulle pareti, come se qualcuno avesse voluto lavare e cancellare ogni traccia in quel tugurio da tempo diventato rifugio di senzatetto, spacciatori e tossicodipendenti.
UN colpo alla testa
e tante ipotesi
Il primo esame esterno fatto dal medico legale ha evidenziato una profonda ferita alla testa: è ipotizzabile che sia stato colpito con qualcosa, forse con un bastone. Ma sul viso ci sono tante altre ferite e questo lascia pensare che ci sia stata un’aggressione, una violenta aggressione. Forse ad agire è stato più di uno. Sicuramente qualcuno che conosceva il 47enne, il suo rifugio. Ma è evidente che per ora si tratta solo di ipotesi e che per gli investigatori ora è una corsa contro il tempo. Perché il tempo trascorso gioca a favore dell’assassino o degli assassini. Naturalmente ormai da giorni, esattamente da mercoledì e cioè da quando è scattato l’allarme dopo la segnalazione di alcuni commercianti che non avevano più visto l’uomo, sono già state acquisite tutte le immagini rimaste nei sistemi di videosorveglianza della zona per cercare di trovare indizi. Le indagini sono portate avanti dai carabinieri del reparto operativo provnciale guidato dal tenente colonnello Carmelo Grasso e da quelli della compagnia di Alba guidati dal capitano Gianluca Ceccagnoli.
L’ANNO SCORSO
ERA STATO AGGREDITO
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori le testimonianze di alcuni commercianti della zona. A loro Muntaniu aveva raccontato di essere stato aggredito di notte da qualcuno che voleva i suoi soldi, quei pochi soldi che metteva insieme con l’elemosina. Ma lui direttamente non aveva mai denunciato. In quell’occasione gli avevano fatto molto male. A tal punto che, aveva raccontato, aveva pensato di morire. Qualcuno gli aveva proposto di accompagnarlo in ospedale per farsi vedere, ma lui aveva sempre rifiutato. Si era curato da solo, con le medicine che gli avevano portato.
L’ultimo appello
della sorella
Cristian Muntaniu, alle spalle qualche precedente per furto, era in Italia da molti anni. Dopo un periodo trascorso a Milano, da tempo era diventato una presenza fissa davanti al centro commerciale. Di giorno chiedeva l’elemosina, di notte si rifugiava nel vecchio edificio di mattoni mai completato. Qualche giorno fa una sorella che vive in Romania ha lanciato per lui un appello sui social: «Aiutatemi a ritrovarlo».
(ha collaborato
Alex De Palo)
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