Trovato morto in casa a 46 anni Le ipotesi: malore o incidente

6 Ottobre 2022

Il corpo del geometra teramano Pierpaolo Di Felice scoperto dal papà che non riusciva a contattarlo Nessun segno di effrazione nell’appartamento né di violenza sul corpo. Domani ci sarà l’autopsia 

TERAMO. Le certezze attese dall’autopsia non serviranno a lenire il dolore di un padre a cui è toccato scoprire il corpo del figlio morto in casa.
Tutto il resto è in un fascicolo giudiziario che dovrà accertare le cause della morte di Pierpaolo Di Felice, 46enne geometra teramano trovato senza vita nella tarda mattinata di ieri nella sua abitazione di via Bonolis. In casa nessun segno di effrazione, porte chiuse dall’interno, nessun elemento che possa far pensare a una colluttazione magari a scopo di rapina; sul corpo, come stabilito da una prima ricognizione cadaverica, nessun segno di violenza di alcun genere, nessuna lesione riconducibile a colpi di arma da fuoco o arma da taglio.
Per ora nessuna ipotesi prende il sopravvento sull’altra, anche se intorno a quel corpo è stato trovato molto sangue. Cosa che nei primi attimi ha fatto pensare a un’aggressione, ma questa ipotesi è stata subito accantonata da investigatori e inquirenti. In serata, dopo la ricognizione cadaverica, si è fatta strada l’eventualità di una caduta accidentale forse conseguenza di un malore. Ma è evidente che le uniche certezze potranno arrivare solamente dall’autopsia, disposta dal pm Davide Rosati, che domani sarà eseguita dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra che ieri pomeriggio ha eseguito una prima ricognizione cadaverica. L’allarme è scattato in tarda mattinata quando nell’abitazione di via Bonolis, nella zona di viale Crucioli, è arrivato il papà dell’uomo allarmato per non essere riuscito a contattarlo telefonicamente. Nino Di Felice, molto conosciuto in città perché per anni è stato alla guida del Soccorso Alpino, è corso nell’abitazione di famiglia di via Bonolis e quando ha aperto la porta di casa ha trovato il corpo del figlio riverso nel salone. L’allarme è stato immediato e in poco tempo sul posto è intervenuta l’ambulanza del 118 ma per l’uomo non c’era più nulla da fare visto che la morte potrebbe risalire a molte ore prima del ritrovamento del corpo. Sul posto sono subito arrivati i carabinieri della compagnia di Teramo e del reparto operativo e in poco tempo è giunto anche il pm di turno, il sostituto procuratore Davide Rosati.
I rilievi, eseguiti con il personale della scientifica, sono andati avanti per svariate ore con i militari che hanno ispezionato tutta la casa, sia all’interno e sia il piccolo cortile interno. Rilievi certosini da cui non è emerso nessun segno di effrazione su porte e finestre, nessun segno che possa far pensare alla presenza di altri. Successivamente, dopo il parere del magistrato, il corpo è stato rimosso e portato all’obitorio dell’ospedale per essere sottoposto a una prima ricognizione cadaverica in attesa dell’autopsia che sarà eseguita nella giornata di domani e da cui arriveranno le certezze definitive. Per ora resta il dolore dei familiari e di quanti conoscevano il professionista che con il padre gestiva una impresa edile e che in città era molto conosciuto. Incredulità e sgomento tra gli amici che sui social hanno subito lasciato memoria del dolore. «Eri una persona di grande disponibilità», ha scritto un’amica, «sempre pronta a dare una mano agli altri. Lascerai un grande vuoto perché persone come te sono difficili da trovare».
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