Trovato morto in cella a 20 anni: sequestrati i video della sicurezza

Oggi l’autopsia sul giovane che si è impiccato con le lenzuola, la Procura fa acquisire atti e hard disk I congiunti presentano due denunce: «Alcuni detenuti lo hanno sentito gridare, si faccia chiarezza»
TERAMO. L’inchiesta della Procura, per ora contro ignoti, cercherà di dare delle risposte ai tanti perché della morte di Patrick Guarnieri, il ventenne trovato impiccato in una cella del carcere di Castrogno nel giorno del suo compleanno. Per tutto il resto le risposte dovranno arrivare da quelle istituzioni da anni chiamate in causa sull’emergenza di un istituto penitenziario come quello di Castrogno con il suo drammatico carico di sovraffollamento e carenze di personale e dove da ieri, sul recinto esterno, è comparso uno striscione di protesta.
Il pm di turno Monia Di Marco, che ha disposto l’autopsia che sarà eseguita oggi dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra, ha ordinato il sequestro dei video interni del sistema di sicurezza, a cominciare da tutto l’hard disk, e quello della cartella clinica. La polizia, inoltre, sta raccogliendole testimonianze di persone informate sui fatti.
Sulla morte del giovane di etnia rom, entrato in carcere da lunedì con una misura di aggravamento arrivata per le violazioni di un obbligo di dimora, sono state presentate due denunce: una da parte del padre (assistito dall’avvocato Gianfranco Di Marcello) e una da parte della zia (assistita dall’avvocato Daniela De Sanctis). Per i congiunti le condizioni di salute del ragazzo (che secondo il contenuto di una denuncia soffriva di alcune patologie legate alla sfera psichiatrica) non erano compatibili con il regime carcerario. Molti familiari non credono al suicidio e hanno riferito di alcuni detenuti che avrebbero raccontato di averlo sentito urlare. Ipotesi al momento tutta da confermare dalle indagini. Prima di essere portato a Castrogno, quando i carabinieri della compagnia di Giulianova sono andati a prenderlo nella sua abitazione, notificandogli la revoca dell’obbligo di dimora, il giovane avrebbe accusato un malore, probabilmente un attacco d’ansia. Per questo i militari lo hanno accompagnato in ospedale dove il 20enne è stato sottoposto a un controllo medico. Da un primo accertamento, però, non sarebbero emerse condizioni cliniche che sconsigliassero la detenzione in carcere, per cui il giovane è stato trasferito nel carcere teramano. Guarnieri era stato sottoposto all’obbligo di dimora in seguito all’accusa di furto mossa nei suoi confronti per fatti che, secondo l’accusa, sarebbero avvenuti a Giulianova e Milano. Nello stesso carcere si trovava già la madre del ragazzo che il giorno prima dell’arresto del 20enne, aveva messo a soqquadro il pronto soccorso del Mazzini durante la medicazione delle ferite che si era provocata con una lametta nel penitenziario prima di essere bloccata dalle agenti. La donna attualmente è in ospedale.
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