Truentum, il tribunale respinge il concordato

Colonnella, il Comune annuncia ricorso in Cassazione per la società in house Accumulati circa quattro milioni di debiti tra banche e fornitori
COLONNELLA. Il giudice della sezione fallimentare del tribunale di Teramo Giovanni Cirillo ha respinto la richiesta di concordato preventivo della Truentum srl, la società in house del Comune di Colonnella della quale, il consiglio comunale, ha chiesto la messa in liquidazione. La richiesta era stata deliberata dal Comune lo scorso giugno che aveva così dato mandato all’amministratore liquidatore di chiudere la questione evitando però il fallimento permettendo ai creditori, attraverso il concordato, di recuperare parte dei crediti. Un pronunciamento, quello dell’ufficio procedure concorsuali, che si erge su un presupposto: la Truentum, nella sua veste di società in un house, viene di fatto equiparata al settore di un ente pubblico essendo il Comune di Colonnella socio unico. E dunque, come tale, esclusa dalle procedure concorsuali così come stabilito dalla legge fallimentare. Diversamente la pensano da Colonnella che si prepara a presentare ricorso in Cassazione sostenendo l’esatto contrario e, cioè della possibilità di concordato preventivo anche per le partecipate. Dunque, per Truentum srl vale la stessa motivazione che i giudici avevano espresso per Teramo Lavoro (la società in house della Provincia) respingendo l’istanza di ammissione al concordato preventivo. Indicativamente sarebbe di 800mila euro l’esposizione debitoria di Truentum srl verso i privati e di circa 3 milioni verso le banche. Il Comune di Colonnella, con fondi propri, ha rimpinguato le sofferenti casse di quella che inizialmente era anche società di trasformazione urbana (nata all’epoca dell’amministrazione Iustini).
Il sindaco Leandro Pollastrelli aveva relazionato, già nel 2012 in consiglio comunale, decidendo di certificare le perdite attraverso una perizia. La Truentum presentava una passività provvisoria di circa 784mila euro. Le somme da estinguere sarebbero relative alla costruzione di case destinate alle giovani coppie, al mutuo per la costruzione dei loculi del cimitero, ai conti correnti bancari scoperti, alle insolvenze verso i fornitori, alla progettazione di appartamenti, ad un progetto di realizzazione di un impianto fotovoltaico, alle consulenze varie, all’acquisto di mezzi d’opera oltre ad altre voci di spesa.
Il rischio è che il Comune debba mettere le mani al portafoglio per sanare i debiti (nonostante i bilanci separati) mentre d’ufficio potrebbero essere chiamati in causa i vertici della Truentum.
Alex De Palo
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