Pineto

Truffa a un’anziana, due arresti a Pineto: recuperato oro per 10mila euro

30 Gennaio 2026

L’anziana era stata contattata da un uomo che si era spacciato per il nipote. Con tono allarmato, le aveva raccontato che la figlia doveva pagare una cartella esattoriale da 6.000 euro e che, in caso contrario, sarebbe stata arrestata

PINETO. Paura e raggiro nel pomeriggio di oggi a Roseto degli Abruzzi, dove una donna di 87 anni è rimasta vittima di una truffa ben orchestrata. Due persone sono state arrestate dai carabinieri della stazione di Pineto con l’accusa di concorso in truffa ai danni di una persona anziana. L’anziana era stata contattata sulla linea telefonica fissa da un uomo che si era spacciato per il nipote. Con tono allarmato, le aveva raccontato che la figlia – madre del presunto nipote – doveva pagare immediatamente una cartella esattoriale da 6.000 euro e che, in caso contrario, sarebbe stata arrestata. Poco dopo, l’interlocutore aveva annunciato l’arrivo di un suo “amico”, invitando la donna a consegnargli il denaro o, in alternativa, i monili in oro presenti in casa. Sconvolta e in preda al panico, la donna ha raccolto tutto l’oro che aveva in casa insieme a 300 euro in contanti, mettendo il tutto in un sacchetto. Poco dopo si è presentato un giovane che ha ritirato il sacchetto, per poi allontanarsi a bordo di un’auto guidata da un complice. Solo dopo alcuni minuti, superato lo smarrimento iniziale, l’87enne ha capito di essere stata truffata e ha chiamato il 112. La Centrale Operativa dei carabinieri di Giulianova ha immediatamente attivato una serie di posti di controllo nella zona. L’intervento tempestivo ha permesso ai militari della stazione di Pineto di intercettare l’auto con i due fuggitivi e bloccarli. Durante la perquisizione, i carabinieri hanno recuperato il sacchetto con i monili in oro e il denaro contante. La refurtiva, del valore complessivo di circa 10.000 euro, è stata interamente restituita alla donna. I due arrestati, su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Teramo, sono stati condotti nel carcere di Teramo. L’autovettura utilizzata per la truffa è stata posta sotto sequestro.